di Alberto Levi

Nel mese di luglio, nonostante l’emergenza pandemia, l’attività di reclutamento del personale dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) prosegue, con oltre 300 tra assunzioni e stabilizzazioni, in gran parte avvenute mediante procedure selettive e finalizzate alle aree strategiche di attività dell’ente. Le stesse aree nelle quali il Cnr ha compiuto per la prima volta una mappatura sistematica, al duplice scopo di fotografare le risorse attuali e di programmare quelle future e gli investimenti, secondo un nuovo paradigma definito come ‘Ricerca per la ricostruzione’.

"Sono particolarmente orgoglioso – osserva il presidente Massimo Inguscio – che nelle 27 aree strategiche che compongono il complesso quadro di un Ente fortemente multidisciplinare e dalle dimensioni rilevanti come il Cnr siano stati assunti 190 giovani ricercatori mediante una selezione concorsuale altamente meritocratica. Lo stesso criterio ha ispirato le stabilizzazioni, in stragrande maggioranza di ricercatori e tecnologi".

Le aree di competenza che formano la multidisciplinarietà dell’ente sono in effetti numerose quanto variegate: dai cambiamenti globali agli impatti antropici, dalle biotecnologie e biorisorse all’alimentazione, dalle scienze della vita alla chimica verde, dalla micro-nanoelettronica alla biomedicina, dalle neuroscienze all’ingegneria e alla matematica applicata, fino alle scienze del patrimonio storico-culturale e della conoscenza.

"Proprio per ottenere un quadro definito di questo mosaico di conoscenza – prosegue Inguscio – il consiglio di amministrazione ha deliberato una mappatura in 27 aree strategiche di ricerca e 4 settori tecnologici che consente di conoscere lo stato dell’arte e programmare strategicamente le politiche future. La mappatura tiene conto sia delle attività e delle eccellenze della rete del Cnr, facendone emergere la reale articolazione scientifica e tecnologica, sia dei settori ERC, al fine di garantire un solido posizionamento internazionale dell’ente. E rappresenta un importante elemento per favorire la valorizzazione e la crescita del personale, lo sviluppo coerente dell’ente, fungendo da guida per proposte progettuali, investimenti, assunzioni, organizzazione della rete scientifica. Tutto ciò risponde a un nuovo paradigma, il piano Ricerca per la ricostruzione, che nella emergenza Covid-19 intende rinnovare lo spirito con cui già nel 1945 il Cnr era stato momentaneamente trasformato da Consiglio nazionale delle ricerche in Centro di consulenza tecnica del governo per i problemi della ricostruzione. Per vincere queste grandi sfide è indispensabile mettere a sistema tutto il nostro patrimonio di conoscenza multidisciplinare".

Il capitale umano resta insomma la prima e principale risorsa del Cnr. Proprio per questo il Cda, assieme alla mappatura - cui ha aderito la quasi totalità dei ricercatori e tecnologi (circa 5.000) e inclusiva anche dei settori tecnologici, dove la maggior parte del personale è destinata al supporto alla ricerca - ha deliberato l’applicazione di nuovi strumenti di valorizzazione delle risorse umane.

"Operazioni rese possibili dall’efficienza della squadra amministrativa dedicata al settore fondamentale delle risorse – conclude il presidente del Cnr –. In un periodo nel quale le politiche di contrasto alla pandemia hanno certamente reso più difficoltoso il lavoro, abbiamo quindi dimostrato nel miglior modo come tanto la rete scientifica quanto l’amministrazione centrale siano dinamiche".