Il premier Mario Draghi, 73 anni, è stato governatore di Bankitalia e della Bce
Il premier Mario Draghi, 73 anni, è stato governatore di Bankitalia e della Bce
di Claudia Marin Mario Draghi non molla sullo stop al cashback. Al massimo concede a grillini e piddini recalcitranti la promessa di riparlarne dal 2022. Ma non senza aver bocciato con un giudizio secco la misura: "È regressiva, favorisce i ricchi". E così dal primo luglio finisce nel congelatore uno degli interventi più sbandierati del governo Conte II. Una decisione che, insieme con il rinvio delle cartelle esattoriali per altri due mesi, si inserisce nel...

di Claudia Marin

Mario Draghi non molla sullo stop al cashback. Al massimo concede a grillini e piddini recalcitranti la promessa di riparlarne dal 2022. Ma non senza aver bocciato con un giudizio secco la misura: "È regressiva, favorisce i ricchi". E così dal primo luglio finisce nel congelatore uno degli interventi più sbandierati del governo Conte II. Una decisione che, insieme con il rinvio delle cartelle esattoriali per altri due mesi, si inserisce nel decreto legge ponte sui licenziamenti varato ieri dal Consiglio dei ministri. E, non a caso, le risorse risparmiate andranno ad alimentare il fondo per gli ammortizzatori sociali. L’esecutivo, dunque, trova un mini compromesso sul nodo politico del cashback, gli incentivi ai pagamenti elettronici del governo Conte II fortemente voluti dai 5 Stelle: la misura è sospesa per sei mesi a partire da luglio.

Il Mef effettuerà rilevazioni periodiche sui pagamenti elettronici e 1,5 miliardi di risparmi di risorse andrebbero a un fondo per gli interventi di riforma in materia di ammortizzatori sociali. Sul futuro del cashback pesa, però, il verdetto di Draghi: "Il cashback ha un carattere regressivo ed è destinato a indirizzare le risorse verso le categorie e le aree del Paese in condizioni economiche migliori. La maggiore concentrazione dei mezzi alternativi al contante si registra tra gli abitanti del Nord e, più in generale delle grandi città, con un capofamiglia di età inferiore a 65 anni, un reddito medio-alto e una condizione diversa da quella di operaio o disoccupato".

Secca e netta la conclusione: "La misura rischia perciò di accentuare la sperequazione tra i redditi, favorendo le famiglie più ricche, con una propensione al consumo presumibilmente più bassa, determinando un effetto moltiplicativo sul Pil non sufficientemente significativo a fronte del costo della misura".

Dall’entourage del premier si sottolinea l’impegno per un significativo contrasto all’evasione fiscale, e per sostenere i pagamenti elettronici arriva un aumento, dal 30% al 100%, del credito d’imposta per i commercianti sulle commissioni sui pagamenti elettronici tramite Pos, oltre a un aiuto per l’affitto di dispositivi fino a 270 euro. Gran parte del decreto è stata dedicata alle imprese: con il via libera agli incentivi della Nuova Sabatini e il compromesso trovato sullo sblocco dei licenziamenti.