È DA TEMPO che sono preoccupato per i mercati finanziari. Per due ragioni: il debito, anche quello privato, è esploso e i gestori sembra che, pur di trovare un minimo di rendimento, siano disposti ad assumersi una rischiosità da cui, un tempo, sarebbero fuggiti.

L’allerta che ho lanciato trova conferma nei fatti, come testimonia un articolo di Mauro Bottarelli, pubblicato su “Business Insider” in cui l’autore spiega come il Presidente della Bce, Mario Draghi, prima di lasciare il proprio incarico, sembrerebbe intenzionato a lanciare un nuovo stimolo monetario dell’economia, ampliando la platea dei bond acquistabili tramite quantitative easing.

Un’indiretta conferma, secondo Bottarelli, sarebbe «arrivata da Amundi Fund Solutions Sicav, fondo con assets in gestione per 1,42 trilioni di euro e facente capo a Crédit Agricole, il quale ha lanciato un nuovo strumento di investimento che si ripropone di acquistare debito con rating medio BBB-. Ovvero, proprio quello che tutti i principali investitori e analisti nel mondo – Pimco in testa – ritengono il possibile detonatore della nuova crisi finanziaria con i suoi fallen angels, ovvero bond oggi in bilico fra investment grade e junk, pronti a un downgrade mortale e all’innesco di un effetto a catena».

SI TRATTA di una scommessa: se la Banca Centrale deciderà di acquistare i bond corporate che il gestore sta incamerando, i rendimenti saranno elevati. Per ora, però, la Bce ha deluso quest’aspettativa e il regalo lo ha fatto solo alle banche, annunciando, giovedì, un nuovo piano di finanziamento agli istituti di credito. Una scelta che potrebbe preannunciare un brutto risveglio dei mercati qualora il successore di Draghi – quasi sicuramente Weidmann (nella foto) – dovesse rivelarsi meno accomodante di Super Mario.

Anche i banchieri centrali qualche volta sbagliano: nessuno si ricorda di Trichet?