Un primo trimestre particolarmente negativo in tutti i Paesi con i prezzi azionari che già scontano una forte recessione. Per il 2020 si stima un calo del 6-7% del Pil americano e addirittura un meno 20% soltanto per il secondo trimestre dell’anno. Una riduzione che verrà compensata da una manovra da 2 trilioni di dollari.

Così il mercato finanziario "contagiato" dal Coronavirus, vive in balia delle notizie e quindi delle emozioni. "Se in un giorno prevalgono le notizie negative – spiega Luca Riboldi (in alto a sinistra), direttore investimenti di Banor Sim – lo scenario prevalente diventa quello del crash finanziario e tutti corrono alle vendite. In un giorno in cui prevalgono le notizie positive, si torna ad acquistare, presi dall’ansia di perdere un treno che non si presenterà più in stazione".

Al termine di un’altra settimana di altissima volatilità, che notizie prevalgono, le buone o le cattive?

"Al momento il focus si è spostato sul bicchiere mezzo pieno. La Fed ha messo sul piatto un piano di stimoli illimitato, garantendo sufficienti livelli di liquidità al sistema. Il piano fiscale approvato dal governo americano avrà lo scopo di aiutare aziende e famiglie a superare questo momento di stallo forzato dell’economia. In Europa sono notevoli gli sforzi adottati dai governi per fronteggiare la crisi, sforzi che hanno consentito di rompere barriere fino a poco fa inamovibili come l’idea di emettere i coronavirus bond che altro non sono che delle specie di eurobond. Guardando alla Cina, sembra che l’epidemia di Covid-19 sia ora sotto controllo, nonostante occorra monitorare l’evoluzione dei casi a livello mondiale".

Quali sono i rischi?

"Se nella fase di ritorno alla (quasi) normalità ci fosse una difficoltà nel contenimento dell’epidemia, con successivi 6 mesi negativi, questo sommerebbe negatività ad un contesto già molto precario. Il calo del Pil americano potrebbe toccare allora il 10-12%. Bisognerà anche valutare come si modificherà il mercato obbligazionario a seguito della messa in campo degli stimoli fiscali e, di certo, alla fine del 2020 tutti gli Stati saranno molto più indebitati di prima, aumentando così il rischio emittente".

Il forte ribasso delle quotazioni azionarie ha creato però anche opportunità d’investimento.

"Sul mercato azionario vediamo valutazioni molto interessanti in un’ottica di 5-10 anni e ne abbiamo colto le opportunità. Tra i settori merita particolare attenzione quello energetico che è su valutazioni basse come non si vedevano da trent’anni. Anche alcuni settori ciclici presentano valutazioni basse, come l’auto e l’acciaio. Con la discesa delle valutazioni abbiamo selezionato le aziende finanziariamente solide, con poco debito. Gli acquisti hanno riguardato anche società di alta qualità di settori difensivi (utilities, beni di largo consumo) ed aziende che distribuiscono alti dividendi, oltre il 6,5%".

E i titoli finanziari?

"A proposito di banche, alcuni titoli finanziari subordinati perpetui ci sembrano più interessanti dei titoli azionari. Il consolidamento piuttosto vivace che avevamo previsto quest’anno ha chiaramente subito una battuta d’arresto importante e vediamo congelata questo genere di attività, almeno fino a settembre".