di Giuseppe Turani

Non è sicuro che tutto finisca bene. Oggi circola un certo ottimismo perché si è tornati a uscire di casa, a circolare, a vedere amici e parenti. Si trascura un particolare essenziale, e cioè che in questo modo la società italiana non può funzionare. Sui mezzi di trasporto pubblico bisogna rispettare le distanze e i non affollamenti. E è giusto che sia così. Peccato che a questo punto nessuna azienda di trasporto pubblico in Italia possa evitare di andare in passivo. Ma la stessa cosa si può dire di bar, ristoranti e negozi vari. Tutti, nel tempo, si sono dimensionati per un certo numero di visitatori e di clienti. Con l’affluenza ridotta a meno della metà nessuna di queste strutture può stare in piedi dal punto di vista economico. E infatti molti esercizi commerciali hanno semplicemente chiuso, in attesa di tempi migliori. Ci sono anche gli esercizi rimasti aperti. E questo perché sperano che l’emergenza duri poco e anche per non lasciare troppo spazio ai concorrenti. In realtà, tutti stanno perdendo soldi, mangiando i propri risparmi o facendo debiti. Ma qualcuno, meno forte, se ne andrà comunque, per sempre. L’Italia del post-Covid sarà una parte di quella che c’era prima. E non servono astuzie come quella dello smart working, cioè del telelavoro. Se hai un negozio di scarpe in una strada centrale di Milano o di Roma, hai bisogno della gente a passeggio, prepari belle vetrine, con prodotti interessanti e speri di vendere qualcosa. Ma se nessuno passeggia, che fai?

E si torna al problema centrale. Questa è una società costruita nel tempo per funzionare così, come abbiamo fatto negli ultimi decenni. L’emergenza Covid, cioè, ci obbliga a una vita più difficile, complicata, ma anche qualitativamente più povera. Se non si troverà presto il vaccino, non si riuscirà a tornare alla vita di prima e ci si dovrà adattare a un’esistenza “parziale”, ridotta rispetto a quella di nemmeno un anno fa. D’altra parte, non si può ignorare il virus: chi ha provato a farlo (il Brasile, ad esempio) non riesce quasi più a contare i decessi.