"Sono i prestiti concessi ai grandi gruppi industriali che poi non vengono rimborsati, a pesare sui bilanci delle banche italiane" creando la pericolosa zavorra delle sofferenze sul sistema creditizio. È quanto emerge dall’analisi della Fabi sui dati raccolti fino a marzo 2021, che evidenzia come siano i prestiti sopra i 500mila euro a creare 28 miliardi di sofferenze.

"Non sono le famiglie, con le rate dei mutui o del credito al consumo, a mettere in difficoltà le banche, ma sono 126 grandi soggetti", dice il segretario Fabi, Lando Sileoni, commentando i dati. Se sono le grandi aziende a pesare sui bilanci delle banche italiane, i piccoli debitori hanno avuto maggiori difficoltà, nell’anno del Covid, a saldare le rate. Ad appena 126 soggetti (lo 0,002% della clientela) con prestiti oltre i 25 milioni, sottolinea la ricerca, fanno capo 2,9 miliardi di Npl (il 6,12% delle sofferenze). "Le banche puntano molto sulla vendita dei prodotti finanziari e poco sui prestiti. - prosegue Sileoni - Un’attività, quest’ultima, che è ancora molto legata ai rapporti personali dei banchieri con le imprese".