Anche la ministra dell’Innovazione Paola Pisano ha mollato gli ormeggi. "Il 5G – ha detto ieri durante la presentazione della relazione dell’indagine della Camera sulle nuove tecnologie nelle telecomunicazioni – non ha impatti negativi sulla salute dei cittadini. Anzi, rispetto al 4G l’irradiamento si può indirizzare e quindi il 5G è più performante e potenzialmente meno impattante per l’essere umano". D’altra parte sono almeno un paio d’anni che gli esperti del settore sostengono come le onde radio diventino più sicure con il crescere della frequenza....

Anche la ministra dell’Innovazione Paola Pisano ha mollato gli ormeggi. "Il 5G – ha detto ieri durante la presentazione della relazione dell’indagine della Camera sulle nuove tecnologie nelle telecomunicazioni – non ha impatti negativi sulla salute dei cittadini. Anzi, rispetto al 4G l’irradiamento si può indirizzare e quindi il 5G è più performante e potenzialmente meno impattante per l’essere umano". D’altra parte sono almeno un paio d’anni che gli esperti del settore sostengono come le onde radio diventino più sicure con il crescere della frequenza. Il documento è comunque più cauto rispetto alla titolare del ministero: "I dati disponibili non fanno ipotizzare particolari rischi per la salute della popolazione connessi all’introduzione del 5G. L’Istituto superiore di Sanità considera tuttavia necessario che l’introduzione di questa tecnologia sia affiancata da un attento monitoraggio dei livelli di esposizione e che proseguano le ricerche sui possibili effetti a lungo termine".

Il governo per ora non ha alcuna intenzione di aumentare il livello delle emissioni (6 volt al metro nell’arco delle 24 ore, rispetto alla maggioranza degli altri Paesi, in cui il tetto massimo è 61 volt al metro per ogni intervallo di tempo pari a 6 minuti). Ma l’esecutivo suggerisce che forse bisognerebbe cominciare a pensarci: "Potrebbe essere utile avviare una riflessione sulla possibilità di un lieve aumento dei limiti previsti". Anche perché, si legge nella relazione: "L’introduzione della nuova tecnologia del 5G, sulla base delle attuali conoscenze scientifiche e nel rispetto dei limiti alle emissioni imposti dalla normativa, non risulta comportare rischi maggiori di quelli delle altre tecnologie delle telecomunicazioni, ormai in uso da molti anni".

E ora bisogna andare avanti. "La sperimentazione nel nostro Paese del 5G si è conclusa a giugno. Oggi dobbiamo alla commercializzazione su servizi innovativi". E non c’è praticamente campo – dal turismo, all’agricoltura, passando per istruzione, urbanistica, intelligenza artificiale, manifatturiero e sanità – che non verrà ridisegnato o addirittura rivoluzionato dal 5g. Per ora sono una decina le città italiane coperte e la velocità di download, rispetto agli Usa, è praticamente la metà (1,815 Gbps in America rispetto ai 725 Mbps nostrani). L’adozione sarà molto graduale e per utilizzare le bande di frequenze più alte sarà necessario costruire più antenne (cosa che ridurrà la loro potenza e che quindi avrà una ricaduta positiva per la salute), visto che le onde che le sfruttano viaggiano a distanza ridotta e sono bloccate più facilmente da ostacoli di diversa natura, come edifici o vegetazione.

Ma l’impatto potrebbe essere enorme. "Nei prossimi 15 anni potrebbe contribuire a un innalzamento del Pil pari a circa 80 miliardi di euro".