Preoccupati per la crisi economica causata dalla pandemia di coronavirus, gli europei cercano di migliorare le proprie competenze di finanza. Emerge dallo European Consumer Payment Report (Ecpr) di Intrum, operatore europeo nei credit service, che ha intervistato fra ottobre e novembre 2020 oltre 24mila consumatori e famiglie di 24 Paesi europei, tra cui quasi mille in Italia. In Europa, secondo la ricerca, quasi la metà degli intervistati (47%) crede che con la pandemia lo sviluppo della propria sicurezza finanziaria sia diventata una priorità. Solo il 18% non è d’accordo. Per prepararsi all’incertezza economica causata dal Covid 19 quindi il 40% cerca di sviluppare la propria alfabetizzazione finanziaria.

Andando più nel dettaglio, il 44% di chi ha un reddito alto vuole saperne di più, cosi come il 41% di chi ha un reddito medio e il 38% di chi ha un reddito basso. Le informazioni cercate vedono come prima fonte Internet con il 43% (nel 2019 il dato pesava per il 36%), mentre i genitori sono passati al 40% (51% nel 2019). In crescita i media (digital & print) al 18% (13% del 2019) e i social media al 10% (7% del 2019), tengono le banche col 28% (29% nel 2019). E a proposito di queste ultime, la suddivisione per classi di età vede il 40% di chi ha più di 65 anni informarsi direttamente allo sportello, così come il 34% di chi ha fra i 55 e 64 anni. Solo l’11% di chi ha fra i 18 e 21 anni e il 20% di coloro i quali hanno fra 22 e 37 anni invece si informa nella banca di fiducia. In Italia la fiducia nel web come fonte riguarda oltre la metà degli intervistati, il 51% (nel 2019 era 34%), e un terzo non sa compiere operazioni finanziarie semplici.

Il 35% ha risposto in maniera sbagliata a domande elementari, un dato comunque in linea con la consapevolezza sull’educazione finanziaria ricevuta. Il 40% infatti pensa di non avere ricevuto un’educazione finanziaria sufficiente per gestire le finanze quotidiane, il 22% crede di averla ricevuta eccellente e il 38% sufficiente.