Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco (Imagoeconomica)

Verona, 10 febbraio 2018 - Appello di Bankitalia al governo che verrà. In piena campagna elettorale, il governatore Ignazio Visco sottolinea che occorre preoccuparsi della "credibilità e dell'efficacia delle riforme" e "non della normalizzazione della politica monetaria" della Bce. 

Secondo Visco - che è intervenuto all'Assiom Forex di Verona - il rialzo dei tassi non impatterà "se le politiche economiche nazionali avranno saputo consolidare la ripresa in atto". Il prossimo governo, è il monito, non dovrà "lasciare dubbi agli investitori sulla determinazione a mantenere l'equilibrio dei conti pubblici e senza deviare dal percorso di riforma avviata in questi anni". Il percorso da seguire per Visco è chiaro: "si tratta di migliorare i servizi pubblici, accrescere la concorrenza in quelli privati e intensificare gli investimenti in capitale umano".

Occorre poi  "non ritardare la diminuzione dell'incidenza del debito sul Pil", spiega ancora Visco. E "la riduzione dei tempi di rientro richiede innanzitutto disciplina di bilancio". Quindi "sono essenziali le riforme strutturali volte a innalzare il potenziale di crescita dell'economia".

"Non ci sono scorciatoie", tuona Visco: il debito pubblico deve essere ridotto e il problema "non può essere eluso".

Sulla crescita del Pil, Visco vede rosa: "In Italia il Pil ha nettamente accelerato nel 2017. Dai mesi estivi gli investimenti hanno segnato un'accelerazione e la crescita del Pil dovrebbe proseguire a un ritmo prossimo all'1,5%, restando al di sopra dell'1% nel prossimo biennio".
Sulla deflazione, "il rischio è stato scongiurato - dice Visco - ma rimane arduo spingere al rialzo le attese di inflazione. L'inflazione dopo un lieve calo all'inizio dell'anno dovrebbe gradualmente salire portandosi in linea con l'obiettivo nella seconda parte del 2020". Per Visco, che siede nel board Bce "continueremo a perseguire l'obiettivo di inflazione con pazienza perseverando nell'azione di politica monetaria intrapresa".

Infine, Visco spiega che "un aumento del disavanzo pubblico non può sostituirsi alla riforme, rischierebbe di essere controproducente, visto che il problema del debito non può essere eluso". E soprattutto "Anche senza i vincoli del patto di stabilità Ue, resta per noi l'esigenza di compiere scelte responsabili".

L'INTERVENTO DI PADOAN - Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan dice di condividere la relazione di Visco e sottolinea: "Non credo sia preoccupato", ma invita a "tenere presente alcuni elementi di instabilità sia internazionale che interna e per questo la solidità economica italiana deve essere rafforzata".
"Bisogna continuare su duplici obiettivi: rafforzare la crescita anche con uno stimolo all'innovazione e sostenere le imprese e il capitale umano, continuare il consolidamento e fare scendere il debito - aggiunge Padoan -  La crescita che va su e il debito che scendono si rafforzano a vicenda". Oltretutto sul debito Padoan sottolinea l'"inversione di tendenza": "In questi anni è andato aumentando per una profonda recessione, ora si è stabilizzato e mi aspetto possa cominciare a diminuire in modo vigoroso negli anni a venire".

Sulle banche per il ministro "il sistema non è in crisi, è un sistema sano che ha passato alcuni stati di crisi". Padoan ha poi parlato del "rafforzamento del sistema finanziario", grazie anche alle "agevolazioni fiscali e innovazioni finanziarie, come i pir, il cui successo è andato ben al di là delle aspettative e di cui dobbiamo servirci in modo sempre più intenso negli anni a venire".