IL BACINO dei lavoratori cui Fon.Te. si rivolge è decisamente molto ampio e, nonostante abbiamo raggiunto i 225.000 iscritti, tanti lavoratori non hanno ancora adeguatamente pensato al loro futuro pensionistico. Aderire consapevolmente oggi significa, infatti,poter vivere serenamente domani, al termine dell’attività lavorativa. E poter godere di alcuni vantaggi nella fase di accumulo delle risorse che diverranno la pensione di scorta all’uscita dal mondo del lavoro. Entriamo un po’ più nel vivo. L’adesione a Fon.Te. comporta il versamento del Tfr maturando; tuttavia, il lavoratore può scegliere di versare anche il contributo a proprio carico, beneficiando, in tal modo, del contributo a carico del datore di lavoro, che, di contro, non viene erogato ai lavoratori che lasciano il Tfr in azienda. La decisione del lavoratore di contribuire con i flussi di propria competenza può rivelarsi particolarmente fruttuosa per diverse ragioni.

LA PRIMA è che il contributo datoriale non spetta a chi non versa il proprio e aderisce con il solo Tfr. Inoltre, per molti dei lavoratori iscritti a Fon.Te., il Contratto collettivo nazionale del Terziario prevede che il contributo alla previdenza complementare non sia paritetico: a titolo esemplificativo, per il Commercio, a fronte di un versamento dello 0,55% da parte del lavoratore, il datore è, contrattualmente, tenuto a versare l’1,55%, ossia tre volte tanto (e comunque il contributo datoriale non è mai inferiore a quello del lavoratore). Un’altra ragione è dovuta al fatto che il contributo dello 0,55%, in termini di denaro che il lavoratore destina alla previdenza complementare, così come il contributo del datore di lavoro, non pesano sulla busta paga in quanto sono deducibili dal reddito fino al valore di 5.164,57 euro dei contributi versati. Scegliere di aderire è già un primo importante passo, ma non bisogna fermarsi a questo; l’adesione comporta infatti ulteriori decisioni (quanto versare, a quale linea aderire). Assumere un comportamento attivo significa per il lavoratore individuare la soluzione che meglio soddisfa le proprie esigenze e i propri bisogni. Per quanto riguarda l’azienda che propone ai suoi dipendenti una forma di previdenza complementare, è necessario ricordare che, la stessa, può beneficiare di una serie di vantaggi fiscali concessi dalla normativa in tema di previdenza complementare.

SOLO per citarne alcuni: sul contributo datoriale al Fondo pensione non verrà applicato il contributo previdenziale pari al 23,81% ma solamente il 10% a titolo di contributo di solidarietà; inoltre, è possibile utilizzare una parte di Tfr annuo destinato alla previdenza complementare per diminuire l’imponibile fiscale: si può dedurre dal reddito d’impresa il 4% del Tfr annuo destinato alla previdenza complementare se l’azienda ha almeno 50 dipendenti, il 6% se ne ha meno di 50.

Infine si può beneficiare di una riduzione degli oneri sociali per gli assegni familiari, per maternità e per disoccupazione. La riduzione è partita dal 2008 con lo 0,19% e, dal 2014 ad oggi, è dello 0,28%.

* Presidente Fondo Fon.Te.