Anche per il 2021 è stimata una crescita dei mutui immobiliari, tra l’11 e il 26 per cento
Anche per il 2021 è stimata una crescita dei mutui immobiliari, tra l’11 e il 26 per cento
Tra tanti segni meno dell’economia, il 2020 della pandemia si è chiuso con una notizia positiva: la crescita dei mutui. Lo scorso anno, infatti, le richieste di finanziamenti per l’acquisto della casa, nonostante la frenata delle compravendite (si stima un meno 15%, a 508mila circa) causata dai lockdown, sono aumentate del 2,8%. Una crescita, con il totale delle erogazioni vicino ai 50 miliardi, spinta,...

Tra tanti segni meno dell’economia, il 2020 della pandemia si è chiuso con una notizia positiva: la crescita dei mutui. Lo scorso anno, infatti, le richieste di finanziamenti per l’acquisto della casa, nonostante la frenata delle compravendite (si stima un meno 15%, a 508mila circa) causata dai lockdown, sono aumentate del 2,8%. Una crescita, con il totale delle erogazioni vicino ai 50 miliardi, spinta, secondo Eurisc, il sistema di informazioni creditizie gestito da Crif, dal boom delle surroghe. Ovvero la rottamazione del vecchio mutuo per sottoscriverne uno nuovo approfittando dei tassi ai minimi storici e quindi risparmiare, specialmente sulle scadenze più lunghe (20 e soprattutto 30-40 anni) anche 5, 10 o addirittura 20mila euro di interessi. Un boom che, a livello di richieste online, conferma Stefano Rossini, ad e fondatore di MutuiSupermarket.it, ha visto nel 2020 le surroghe superare il 40% del totale delle domande.

Del resto, grazie alle politiche espansive delle banche centrali, i tassi sui mutui non sono mai stati così bassi, con gli indici europei di riferimento (Euribor e Irs) addirittura negativi e oggi, aggiunge Roberto Anedda, vicepresidente del gruppo MutuiOnline, si può sottoscrivere un mutuo a tasso fisso (la scelta preferita da oltre l’80%) a 30 anni con un Taeg sotto l’1%. L’importo medio richiesto nel 2020 (+2% a 133.577 euro) è il più alto dell’ultimo decennio e vincono, per avere una rata più sostenibile, le scadenze oltre i 15 anni che rappresentano il 76% del totale. Il risultato del 2020, spiega Simone Capecchi, executive director di Crif "conferma la solidità del comparto nonostante l’andamento negativo del credito alle famiglie nel suo complesso".

E nel 2021 dovrebbe andare ancora meglio tanto che Crif e Sda Bocconi stimano per i mutui una crescita tra l’11% e il 26% ma anche un calo del 5% se partisse una terza ondata da Covid e si fermasse l’attesa ripresa. E l’aumento di nuove richieste di mutuo, conclude Rossini, dovrebbe compensare il fisiologico calo delle surroghe.

Achille Perego