Bruno Villois Il maledetto virus killer semina purtroppo una miriade di decessi e allarma quanto mai le famiglie, la crescita esponenziale dei depositi bancari dell 8% all’anno non ha riscontri similari in passato e il loro totale di quasi 1.700 miliardi di euro si avvicina al Pil di circa 1.800 miliardi, sempre più vicino...

Bruno

Villois

Il maledetto virus killer semina purtroppo una miriade di decessi e allarma quanto mai le famiglie, la crescita esponenziale dei depositi bancari dell 8% all’anno non ha riscontri similari in passato e il loro totale di quasi 1.700 miliardi di euro si avvicina al Pil di circa 1.800 miliardi, sempre più vicino al debito pubblico che quest’anno potrebbe superare i 2.550 miliardi. La sfiducia verso il futuro è determinata dall’incertezza non solo per le conseguenze della pandemia ma anche per le forti trasformazioni tecnologiche in corso. Il crollo del Pil e l’allarmismo che ne è seguito hanno spinto le famiglie a diventare ulteriormente formichine, riconoscendo ai depositi bancari l’unica ancora di salvezza, anche se non remunerativa ma sicura, per effettuare attività straordinarie hanno puntato sui prestiti, in ragione dei tassi di interesse mai così bassi.

Il capitale depositato, non maturando interessi e in ragione di una presumibile crescita dell’inflazione, porterà a una diminuzione del potere di acquisto, riducendo ulteriormente i consumi. A peggiorare le cose c’è il blocco degli investimenti da parte degli imprenditori.

Il governo supportato dalla Banca d’Italia dovrebbe incentivare i depositari a girare parte del gruzzolo in investimenti produttivi, quali acquisti di azioni, bond societari, e similari. Aumentare i volumi dei prodotti finanziari regolamentati rappresentanti il sistema economico sarebbe quanto mai utile per sostenere la ripresa. I volumi medi giornalieri del FTSE Mib30 sono di 7 miliardi di euro giorno, indirizzare il 30% dei nuovi depositi darebbe un impulso eccezionale alla nostra Borsa.