di Elena Comelli Storico debutto con il botto dell’Ue sul mercato dei bond, con 233 miliardi complessivi di richieste a fronte di due emissioni di eurobond da 10 e 7 miliardi di euro. Si tratta di due eurobond a tasso fisso a 10 e 20 anni, che andranno a coprire il progetto Sure (Support to unemployment risks in emergency), creato da Bruxelles per sostenere la disoccupazione nell’area comunitaria dovuta alla...

di Elena Comelli

Storico debutto con il botto dell’Ue sul mercato dei bond, con 233 miliardi complessivi di richieste a fronte di due emissioni di eurobond da 10 e 7 miliardi di euro. Si tratta di due eurobond a tasso fisso a 10 e 20 anni, che andranno a coprire il progetto Sure (Support to unemployment risks in emergency), creato da Bruxelles per sostenere la disoccupazione nell’area comunitaria dovuta alla pandemia da Covid-19.

Con una domanda simile da parte degli investitori, anche il costo che i Paesi Ue vanno in prospettiva a condividere si è ristretto: i tassi d’interesse finali, infatti, sono più bassi del previsto. Queste obbligazioni collocate agli investitori istituzionali sono un esempio di condivisione del rischio all’interno dell’Unione Europea e servono appunto per finanziare schemi come la Cig nei Paesi più colpiti dalla pandemia, a partire dall’Italia e dalla Spagna.

L’Italia è il primo beneficiario del Sure: riceverà 27,4 miliardi. A seguire quelli che spettano a Spagna (21,3 miliardi), Polonia (11,2), Belgio (7,8), Portogallo (5,9), Romania (4,1), Grecia (2,7), Repubblica ceca (2), Slovenia (1,1), Croazia (1), Slovacchia (631 milioni), Lituania (602 milioni), Bulgaria (511), Cipro (479), Malta (244) e Lettonia (193).

L’emissione più breve è stata collocata per 10 miliardi di euro, sopra la forchetta iniziale di 7-9 miliardi, con richieste però per 145 miliardi. Mentre il titolo più lungo, pensato all’inizio fra 4-6 miliardi, è stato collocato per 7 miliardi e ha ricevuto ordini per 88 miliardi di euro. "È record storico per una doppia emissione in euro", spiega Giacomo Alessi, analista di Marzotto Sim. Il decennale, con scadenza 4 ottobre 2030, in serata ha chiuso con prezzo di 102,4 e un rendimento del -0,238%. Il ventennale, invece, con scadenza il 4 ottobre 2040, ha chiuso con un prezzo finale di 99,39 e un rendimento annuale dello 0,131%.

"Gli investitori sono a caccia di obbligazioni con tripla A che abbiano un rendimento decente, un fatto sempre più raro", aggiunge Alessi. Il decennale, poi, fa direttamente concorrenza al Bund, che rende il -0,61%.