Non ci sono state "anomalie" nelle modalità con cui otto anni fa è avvenuta la fusione ha dato vita a UnipolSai. È quanto è emerso dalla perizia disposta dal gip di Milano Anna Calabi, su richiesta della Procura, per valutare la "ragionevolezza" o meno dei rapporti di concambio deliberati nell’operazione tra la compagnia assicurativa bolognese e le società del gruppo Fondiaria, e cioè Fondiaria-Sai, Milano Assicurazione e Premafin, allora della famiglia Ligresti. Operazione che ha portato a una inchiesta, trasmessa ai pm milanesi da quelli diTorino, in cui tra gli indagati per aggiotaggio figurano Carlo Cimbri (nella foto), amministratore delegato di UnipolSai, e Pierluigi Stefanini, presidente del gruppo Unipol.

I periti nominati dal giudice, Pietro Manzonetto e Pietro Mazzola, ieri hanno illustrato in aula il loro lavoro con il quale hanno concluso che il valore dei concambi (cioè il rapporto fissato tra i valori delle rispettive azioni nelle fusioni tra aziende) allora fissati per la fusione non è stato tale da evidenziare "patologie" e, quindi, al netto del margine di discrezionalità, non sono state riscontrate "anomalie". Con la discussione terminata nel pomeriggio di ieri si è chiuso l’incidente probatorio. Ora la parola passa al pm Roberto Fontana che dovrà decidere se chiedere il processo o l’archiviazione. Archiviazione, secondo le difese, resa obbligatoria dall’esito della perizia del giudice.