Margrethe Vestager, 53 anni
Margrethe Vestager, 53 anni
"Nessun vantaggio selettivo in favore di una filiale lussemburghese del gruppo Amazon". Lo afferma la Corte di giustizia europea, annullando la decisione della Commissione Ue (risalente al 2017) che dichiarava l’aiuto incompatibile con il mercato interno e imponeva al colosso guidato da Jeff Bezos di restituire 250 milioni di euro di tasse al Lussemburgo. Secondo...

"Nessun vantaggio selettivo in favore di una filiale lussemburghese del gruppo Amazon". Lo afferma la Corte di giustizia europea, annullando la decisione della Commissione Ue (risalente al 2017) che dichiarava l’aiuto incompatibile con il mercato interno e imponeva al colosso guidato da Jeff Bezos di restituire 250 milioni di euro di tasse al Lussemburgo. Secondo il Tribunale, invece, la Commissione non ha dimostrato in modo giuridicamente adeguato che vi sia stata un’indebita riduzione dell’onere fiscale di una filiale europea del gruppo Amazon.

"Analizzeremo attentamente la sentenza e rifletteremo su possibili mosse successive", ha annunciato la vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager. "I vantaggi fiscali concessi soltanto a multinazionali selezionate danneggiano la concorrenza leale nell’Ue", ha sottolineato la numero due di Bruxelles, aggiungendo che "la Commissione sta utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione per combattere le pratiche fiscali sleali". Amazon, da parte sua, ha accolto con favore la notizia "che dimostra come non abbiamo usufruito di alcun trattamento di favore".

Il caso era nato poiché Amazon, a partire dal 2006, operava in Europa attraverso due società (LuxOpCo e LuxSCS) con sede in Lussemburgo, il quale aveva confermato al gruppo Usa un ruling fiscale anticipato già concesso dal 2003. Quattro anni fa, la Commissione aveva dichiarato che siffatto ruling fiscale, nonché l’attuazione annuale dello stesso dal 2006 al 2014, costituivano un aiuto di Stato incompatibile con il mercato interno. Da lì era scaturita la richiesta di ammenda per Amazon. L’azienda e il Lussemburgo hanno presentato ricorso di annullamento contro questa decisione. Nella sentenza di ieri, il Tribunale dell’Ue ha accolto le ragioni dei ricorrenti annullando la decisione impugnata nella sua totalità.