Honor of Kings. , gioco di punta di Tencent, tra i più criticati dalla stampa di regime
Honor of Kings. , gioco di punta di Tencent, tra i più criticati dalla stampa di regime
L’ombra del regime cinese azzoppa le sue aziende tecnologiche di punta. Il gigante dell’e-commerce Alibaba vede calare il suo utile netto nel primo trimestre dell’anno fiscale, nonostante un fatturato record, sotto i colpi del Partito Comunista. Tencent e le altre società cinesi di videogame sono crollate in Borsa sui timori di un’imminente stretta sul settore, scontando un commento apparso (e poi ritirato) sui media statali di Pechino che hanno definito il business un...

L’ombra del regime cinese azzoppa le sue aziende tecnologiche di punta. Il gigante dell’e-commerce Alibaba vede calare il suo utile netto nel primo trimestre dell’anno fiscale, nonostante un fatturato record, sotto i colpi del Partito Comunista. Tencent e le altre società cinesi di videogame sono crollate in Borsa sui timori di un’imminente stretta sul settore, scontando un commento apparso (e poi ritirato) sui media statali di Pechino che hanno definito il business un "oppio spirituale". Il colosso fondato da Pony Ma, il più grande player cinese di social media e videogiochi, ha ceduto a Hong Kong il 6,11%, NetEase ha segnato un tonfo del 7,77% e Bilibili uno del 3,44%. L’articolo, pubblicato dall’Economic Information Daily, ha rimarcato che molti adolescenti sono dipendenti dal gioco online con impatti negativi sulla loro crescita.

La testata ha ripetutamente citato il gioco di punta di Tencent, Honor of Kings, dicendo che era il più popolare tra gli studenti, al quale dedicano fino a 8 ore al giorno.

"Nessuna industria, nessuno sport, può essere autorizzato a svilupparsi in modo tale da distruggere una generazione", ha aggiunto il quotidiano, paragonando i giochi online alle "droghe elettroniche". L’articolo ha anche rilevato che nel 2020 più della metà dei bambini cinesi era miope e che i giochi online influivano sulla loro istruzione. Poi, un invito alla stretta sulla mole di informazioni "improprie" mostrate ai minori e il consiglio di "controlli più severi sulla quantità di tempo in cui i minorenni giocano".

Il sentimento critico esposto non è così nuovo: per molto tempo, il governo cinese ha espresso preoccupazione per l’impatto dei videogiochi sui minori. I giochi online, non a caso, richiedono in Cina l’approvazione delle autorità di regolamentazione. Nel 2019, Pechino introdusse il divieto di gioco online ai minori di 18 anni tra le 22 e le 8. La tempistica dell’articolo, sulla scia della stretta adottata dalla leadership cinese sul comparto hi-tech e sulle società private di tutoraggio e istruzione privata (che da solo vale 120 miliardi di dollari), ha mandato in fibrillazione gli investitori, temendo un nuovo giro di vite. A sorpresa, Tencent ha annunciato misure di autoregolamentazione, con la riduzione del tempo di gioco possibile per i minori di 18 anni da 90 a 60 minuti per i giorni lavorativi e da 3 ore a 2 ore per quelli festivi.