Diego Della Valle, 67 anni, imprenditore marchigiano patron di Tod’s
Diego Della Valle, 67 anni, imprenditore marchigiano patron di Tod’s
di Elena Comelli Bernard Arnault fa shopping in Italia e sale al 10% di Tod’s. Il re del lusso francese, patron di Lvmh, che già possedeva il 3,2% del gruppo marchigiano, si è comprato da Diego Della Valle un altro 6,8%. "L’amicizia con Diego Della Valle e la sua famiglia risale ad oltre 20 anni fa. È un legame forte, cementato da valori umani e professionali comuni. Siamo molto contenti di rafforzare ancora di più questa partnership", ha commentato Arnault. E Della Valle gli ha fatto eco: "Sono molto contento, con questa operazione, di consolidare un’amicizia...

di Elena Comelli

Bernard Arnault fa shopping in Italia e sale al 10% di Tod’s. Il re del lusso francese, patron di Lvmh, che già possedeva il 3,2% del gruppo marchigiano, si è comprato da Diego Della Valle un altro 6,8%. "L’amicizia con Diego Della Valle e la sua famiglia risale ad oltre 20 anni fa. È un legame forte, cementato da valori umani e professionali comuni. Siamo molto contenti di rafforzare ancora di più questa partnership", ha commentato Arnault. E Della Valle gli ha fatto eco: "Sono molto contento, con questa operazione, di consolidare un’amicizia che lega me e la mia famiglia a Bernard ed alla sua famiglia da oltre 20 anni. La condivisione dei valori del lusso, della qualità e della desiderabilità dei prodotti potrà essere un ottimo motivo per pensare ad eventuali opportunità da cogliere insieme nel futuro".

L’operazione sarà eseguita il 28 aprile, al prezzo di 33,10 euro per azione, pari al prezzo medio ponderato dei quindici giorni precedenti la data di sottoscrizione. Alla fine dell’operazione, a Della Valle resterà una quota di Tod’s pari al 63,64% del capitale. Nessuna mossa ostile, dunque, ma l’ampliamento di un’alleanza che esisteva già e con questo passo potrebbe gettare le basi per una futura evoluzione, come lasciano intravvedere le parole del patron di Tod’s, che aveva appena annunciato nei giorni scorsi l’ingresso nel cda di Chiara Ferragni, portando una ventata di novità nella casa marchigiana e provocando uno scossone in Borsa del titolo, che aveva festeggiato l’arrivo dell’influencer con un balzo dell’11%. Ora quest’altra novità porterà con ogni probabilità altre salve di applausi per un gruppo che, come l’intero comparto del lusso, si prepara a una ripartenza col turbo dopo la battuta d’arresto globale provocata dalla pandemia.

Lvmh aveva aperto le danze la settimana scorsa, con un risultato del primo trimestre dell’8% superiore a quello del primo trimestre 2019 (il 2020 non è un paragone pertinente, date le circostanze), seguito da Kering con una crescita del 5,5%. Con le azioni Lvmh ai massimi storici, Arnault ha manifestato ottimismo in una recente riunione degli azionisti. La rapida ripresa di Lvmh è stata guidata dal suo marchio di punta Louis Vuitton, dove il direttore creativo Nicolas Ghesquière ha esplorato tutte le variazioni sul tema dell’androginia nei suoi progetti, mentre il lato commerciale ha superato i diversi lockdown sempre in crescita. Questa resilienza ha aiutato Lvmh a conquistare la corona della più grande società quotata in Europa, superando Nestlè. Le sue azioni sono cresciute quasi del 50% da gennaio 2020, spingendo Arnault in cima alla lista delle persone più ricche del mondo. Il magnate di 72 anni vale ora 185 miliardi di dollari, in base all’elenco di Forbes, ed è secondo solo al fondatore di Amazon Jeff Bezos, la cui fortuna è stimata in 196 miliardi di dollari.