Maurizio Sella, 79 anni, presidente Federazione Nazionale dei Cavalieri del lavoro
Maurizio Sella, 79 anni, presidente Federazione Nazionale dei Cavalieri del lavoro
di Luca Orsi È un "messaggio di ottimismo", con un occhio speciale alle giovani generazioni, quello lanciato dal palco del Convegno nazionale dei Cavalieri del lavoro, ospitato ieri a Bologna. Parterre de roi delle grandi occasioni: noti imprenditori, banchieri, politici e il premio Nobel per l’Economia Michael Spence. Il tema del convegno è ‘La grande transizione’, la sfida che attende il mondo nel post pandemia. Da Maurizio Sella – presidente della Fondazione nazionale Cavalieri del lavoro – arriva...

di Luca Orsi

È un "messaggio di ottimismo", con un occhio speciale alle giovani generazioni, quello lanciato dal palco del Convegno nazionale dei Cavalieri del lavoro, ospitato ieri a Bologna. Parterre de roi delle grandi occasioni: noti imprenditori, banchieri, politici e il premio Nobel per l’Economia Michael Spence. Il tema del convegno è ‘La grande transizione’, la sfida che attende il mondo nel post pandemia. Da Maurizio Sella – presidente della Fondazione nazionale Cavalieri del lavoro – arriva un’iniezione di fiducia. Oggi "vedo soprattutto grandi opportunità: è un momento magico da cogliere" avverte. Ma "bisogna voler realizzare le riforme, il più presto possibile, come prevede il Pnrr".

C’è da vincere la sfida delle transizioni. A partire dalla sostenibilità. "Obiettivo ineludibile", puntando in primis su eolico e solare. "Fare finta di nulla ci porterebbe al disastro". Il Paese, intanto, cresce del 6%. "Questo – avverte Sella – è il momento di non frenare l’entusiasmo e l’ottimismo. Come imprenditori abbiamo il dovere morale di gestire al meglio le transizioni, per tenere in alto il nostro Paese".

La grande transizione passa anche dalla tecnologia digitale. terreno nel quale siamo ancora indietro. Ma Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica (collegato in video), è ottimista: "Possiamo farcela". Con gli investimenti del Pnrr, "alla fine del 2025 vogliamo essere nel pacchetto di testa dei Paesi europei, vogliamo essere tra i migliori. Vogliamo essere quei fuoriclasse che oggi, ancora, non siamo. Abbiamo l’orgoglio e la voglia di tornare a esserlo".

Andrea Riffeser Monti, presidente della Fieg, denuncia i pericoli di "un’overdose informativa" che rischia di "sovrastarci con una disinformazione incontrollata". Anche dall’editore vengono però parole di ottimismo per il settore: "Dopo qualche anno in cui siamo stati quasi cancellati come gruppi editoriali, perché eravamo demonizzati, torna a essere riconosciuta la qualità del giornalismo".

Il ‘padrone di casa’, Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente del gruppo emiliano-romagnolo dei Cavalieri del lavoro, lancia tre proposte secche per dare spazio ai giovani e attrarre talenti: "Si creino per legge quote verdi nei cda delle società quotate: 20% di under 40. Diamoci l’obiettivo di far tornare in Italia 500.000 giovani, espatriati perché hanno trovato migliori opportunità all’estero, mettendo in campo tutti gli incentivi necessari. Creiamo distretti ad alta tecnologia che possano accogliere e incubare i talenti del futuro, con tutte le infrastrutture che servono".