Thomas Miao, ceo di Huawei Italia (Ansa)
Thomas Miao, ceo di Huawei Italia (Ansa)

Milano, 15 luglio 2019 - Huawei continua a credere nelle potenzialità del mercato italiano e conta di investire qui, nei prossimi tre anni, più di tre miliardi di dollari (2,6 miliardi di euro) prevedendo di generare tremila posti di lavoro (compreso l'indotto). Parola del numero uno di Huawei Italia, Thomas Miao, che però punta il dito contro la riforma del golden power per la tecnologia 5G di cui è capofila. Per questo chiede al governo italiano "regole trasparenti, efficienti e giuste".

Gli investimenti del colosso cinese delle telecomunicazioni saranno destinati, nello specifico, "all'acquisto di forniture locali (1,9 miliardi), a operazioni di marketing operations (1,2 miliardi), attività di ricerca e sviluppo (52 milioni)", chiarisce Miao evidenziando che l'azienda ha intenzione di assumere mille persone e di impiegarne, indirettamente, altre duemila. Unica nota dolente riguarda il recente decreto di Palazzo Chigi sul potere speciale (golden power) attribuito allo Stato in difesa di asset strategici legati alla sicurezza nazionale, relativo ai servizi di comunicazione elettronica a banda larga basati sulla tecnologia 5G. L'auspicio è che "non ritardi lo sviluppo" della rete ultra veloce nel Paese, oltre al fatto che queste regole "al momento vengono applicate solo ai fornitori non europei, invece, dovrebbero essere rivolte a tutti, perché la tecnologia è neutrale e non è legata a questioni geopolitiche", ammonisce Miao, che contesta in particolare l'allungamento dei tempi per porre il veto su un'operazione (da 25 a 165 giorni).

Huawei conferma il suo interesse per l'Italia e per l'Europa, in particolare nello sviluppo del 5G, a fronte di tensioni geopolitiche oltreoceano, con le indiscrezioni che circolano sui licenziamenti di Huawei negli Stati Uniti. Ma le tensioni con gli Usa - secondo Miao - non avranno ripercussioni sull'Italia, dove il business e il dialogo con i partner italiani continua ad andare avanti come sempre. Inoltre, l'Italia e la Cina sono due paesi che "d'ora in poi saranno sempre più vicini" sostiene il leader del colosso delle tlc in Italia, ricordando che Huawei è presente qui da 15 anni e ha realizzato quattro centri di innovazione in collaborazione con i maggiori operatori di telecomunicazioni nazionali, oltre a un innovation center a Cagliari dedicato alle Smart City. Da settembre sarà inoltre operativo un laboratorio di microelettronica all'Università di Pavia che impiegherà una quindicina di ricercatori.