di Giuseppe Catapano L’obiettivo è la crescita sostenibile. Tanto che Hera ha messo nero su bianco nel nuovo piano industriale – approvato ieri dal cda – l’ambizione di voler accentuare il proprio impegno in ottica green. L’orizzonte della multiutility è al 2024: si prevedono investimenti per circa 3,2 miliardi di euro, con una media annua di gran lunga superiore (+40%) a quella dell’ultimo...

di Giuseppe Catapano

L’obiettivo è la crescita sostenibile. Tanto che Hera ha messo nero su bianco nel nuovo piano industriale – approvato ieri dal cda – l’ambizione di voler accentuare il proprio impegno in ottica green. L’orizzonte della multiutility è al 2024: si prevedono investimenti per circa 3,2 miliardi di euro, con una media annua di gran lunga superiore (+40%) a quella dell’ultimo quinquennio. Il 60% di tali investimenti sarà riservato a progetti coerenti con gli obiettivi europei che riguardano transizione energetica e tutela ambientale. Il 42% andrà ad attività in linea con il Green deal, mentre il restante 18% sarà destinato all’evoluzione tecnologica.

"Il piano industriale – fa sapere

Hera – si fonda sulle solide basi delle proiezioni di chiusura del 2020". Il preconsuntivo conferma la crescita dei principali indicatori, il margine operativo lordo atteso è di oltre 1,1 miliardi e in crescita rispetto al 2019. La previsione per il 2024 è di un Mol a quota 1,3 miliardi.

"A sostegno dei nostri obiettivi – spiega il presidente esecutivo Tomaso Tommasi di Vignano – abbiamo previsto un consistente piano di investimenti per espandere i nostri asset e renderli sempre più sostenibili, in linea con le indicazioni delle istituzioni internazionali. Confermiamo tutte le nostre politiche economico-finanziare a partire dal mantenimento di un profilo patrimoniale conservativo che ci permette di finanziare anche eventuali ulteriori progetti non inseriti nel piano". Tutto questo senza incidere sulla distribuzione agli azionisti dei dividendi, previsti in crescita nel quinquennio fino a 12,5 centesimi per azione nel 2024 (+25% rispetto all’ultimo dividendo pagato). "Con il nuovo piano – aggiunge l’ad Stefano Venier – possiamo promuovere un ulteriore sviluppo con progetti dedicati alla circolarità, alla carbon neutrality e all’innovazione tecnologica, in piena coerenza con le linee dettate dall’authority e raccogliendo i frutti di quanto già fatto in passato".