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28 feb 2022

Guerra in Ucraina, rublo in picchiata: -28%. Volano petrolio e grano

Intanto la banca centrale della Russia alza il tasso di riferimento al 20% "per rendere più attraenti i depositi"

28 feb 2022
A trader works in front of a board displaying Germany's share index DAX at the stock exchange in Frankfurt am Main, western Germany, on February 24, 2022. - European stock markets tumbled after Russia launched an attack on neighbouring Ukraine. (Photo by Daniel ROLAND / AFP)
Rublo a picco, volano grano e petrolio
A trader works in front of a board displaying Germany's share index DAX at the stock exchange in Frankfurt am Main, western Germany, on February 24, 2022. - European stock markets tumbled after Russia launched an attack on neighbouring Ukraine. (Photo by Daniel ROLAND / AFP)
Rublo a picco, volano grano e petrolio

I mercati reagiscono alle notizie di guerra, dopo le nuove sanzioni alla Russia la minaccia nucleare di Vladimir Putin: il rublo ha ceduto quasi il 30% sul dollaro sulle piazze asiatiche, i future a Wall Street hanno perso fino al 3%, il petrolio è schizzato al Wti fino a un +7,5% a 98,46 dollari al barile. Strangolate dalle sanzioni molte banche russe, con il 50% delle riserve della banca centrale di Mosca congelate nelle casseforti dei Paesi del G7. E intanto la stessa banca centrale della Russia ha ordinato ai broker del mercato azionario di sospendere l'esecuzione di tutti gli ordini da parte di persone giuridiche e individui stranieri.

Le Borse europee si avviano verso l'apertura in forte calo con i future sullo Stoxx 50 che cede il 3,3%. Sui mercati pesano le nuove sanzioni alla Russia. Si guarda anche alle prossime mosse delle banche centrali mentre si valuta l'ipotesi che sarà rinviata la strada dell'inasprimento della politica monetaria. Andamento negativo per i future dei principali listini del Vecchio Continente e di Wall Street.

Petrolio 

Dopo un balzo iniziale del Brent a 105 dollari al barile il petrolio, prosegue in fortissimo rialzo sulle piazze asiatiche dopo le sanzioni finanziarie imposte sulle banche russe per l'invasione russa dell'Ucraina, che fanno temere problemi per le forniture energetiche. Il petrolio Brent al momento sale del 5% a 102,85 dollari al barile, il West Texas Intermediate guadagna quasi sei per cento a 97,99 dollari al barile. Il Wti, dopo aver toccato un +7,5%, cresce del 5,5% a 96,63 dollari al barile.

Grano

I futures del grano negli Stati Uniti sono balzati di quasi il 7%, il più grande rally in un giorno degli ultimi 10 anni, poiché l'invasione russa dell'Ucraina ha frenato le forniture da una delle più grandi regioni esportatrici del mondo. Il mais ha guadagnato oltre il 3% mentre la soia è cresciuta del 2,4%. Al Chicago Board of Trade (Cbot) il contratto di grano più scambiato è aumentato del 6,8% a 19,18-1/4 dollari a bushel, dopo aver raggiunto il picco dell'8% a 9,35 a inizio sessione. Il mais è aumentato del 3,2% a 6,77 per bushel e la soia del 2,4% a 16,23 dollari a bushel. 

Rublo in picchiata, corsa al dollaro

La Borsa di Mosca inizierà le contrattazioni del mercato monetario con tre di ritardo. Lo ha deciso, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg, la Banca Centrale Russa che sta valutando se aprire gli altri mercati più tardi. Se la decisione di aprire sarà presa, sarà alle 15 di Mosca. Intanto la Banca centrale della Russia alza il tasso di riferimento al 20%. Lo riporta l'agenzia Bloomberg. La Banca centrale russa ha motivato la decisione con il drastico "cambiamento delle condizioni esterne. L'aumento dei tassi si è reso necessario per rendere più attraenti i depositi". Il governatore della banca russa parlerà alle ore 16 di Mosca.

Gli spread sul rublo sono aumentati di otto volte, con i market maker da Sydney a Hong Kong che si tirano indietro. La valuta è stata indicata in calo del 28% nel trading offshore mentre le sanzioni imposte alla Russia e alla sua banca centrale aumentano la la preoccupazione per gli effetti a catena. Il rublo stamani è a quota 132 per euro e 117 per dollaro. A causa delle sanzioni la banca centrale russa non può intervenire a sostegno della divisa. Le contrattazioni ufficiali non partiranno prima delle 8 italiane.

E intanto è corsa al dollaro sui mercati mondiali, visto come bene rifugio. Il biglietto verde si rafforza praticamente rispetto a tutte le valute con l'euro che perde così lo 0,95% a 1,161. Limita i danni lo yen a 115,5.

Segui la diretta della quinta giornata di guerra

 

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