Il fidanzamento fra Lvmh e Tiffany si rompe. E, come avviene in molti casi nelle separazioni, si tratta di una rottura non pacifica. All’azione legale dell’icona americana dei gioielli, Lvmh replica con un’altra causa, attesa nei prossimi giorni, in cui l’accusa di "disonestà" e di aver violato i termini dell’accordo con la cattiva gestione della crisi innescata dalla pandemia. Il gigante francese cita la...

Il fidanzamento fra Lvmh e Tiffany si rompe. E, come avviene in molti casi nelle separazioni, si tratta di una rottura non pacifica. All’azione legale dell’icona americana dei gioielli, Lvmh replica con un’altra causa, attesa nei prossimi giorni, in cui l’accusa di "disonestà" e di aver violato i termini dell’accordo con la cattiva gestione della crisi innescata dalla pandemia. Il gigante francese cita la "distribuzione di sostanziali dividendi" durante l’emergenza e i risultati dei primi sei mesi dell’anno "molto deludenti". Poi replica secco alle accuse di Tiffany di non aver preso le iniziative necessarie per ottenere tempestivamente dalle autorità le autorizzazioni alle nozze: "Nei prossimi giorni, come previsto, sarà presentata a Bruxelles" la documentazione per il via libera al matrimonio,

Nozze che sono apparse in bilico da mesi. Dopo la grande fanfara dell’annuncio iniziale, la pandemia ha cambiato le carte in tavola infliggendo un duro colpo al mercato del lusso di Bernard Arnault. Proprio Arnault avrebbe chiesto al governo francese un aiuto per svincolarsi dall’intesa troppo costosa. Rumors smentiti seccamente da Lvmh: la lettera di Parigi non è stata richiesta o sollecitata. Ma la missiva che chiede di posticipare la chiusura dell’operazione al gennaio 2021 è arrivata e, secondo Lvmh, va vista come un ordine del governo francese di fronte al quale non aveva altra scelta se non fare un passo indietro. Il dibattito al momento è capire se la lettera rappresenti o meno un "ordine". Gli avvocati di Tiffany la vedrebbero come un "consiglio" o un "invito".

I legali delle gioiellerie preferite da Audrey Hepburn sono al lavoro: studiano il caso da mesi, da quando si sono insinuati i primi dubbi sulla possibilità che l’accordo non potesse essere completato. E avrebbero maturato la convinzione di essere in una posizione di forza, anche sul fronte di eventuali danni da chiedere: Lvmh ha infatti molti asset americani da perseguire per recuperare le perdite dal mancato rispetto dell’accordo, che prevedeva il completamento dell’unione entro il prossimo 24 novembre.