Andrea Telara

MILANO

CUCCE, guinzagli o mangimi? Chi deve prendersi cura di un amico a quattro zampe sa bene quanto sia costoso provvedere a tutto ciò che gli serve. Ecco perché le case d’investimento internazionali hanno già fiutato l’affare e offrono ai risparmiatori l’occasione di guadagnare con la ‘Pet economy’, cioè la vasta gamma di attività economiche che ruotano attorno al mondo degli animali domestici e d’allevamento. A pensare a un prodotto finanziario di questo genere è stata per esempio la casa di gestione di Allianz Global Investors che ha lanciato Allianz Pet and Animal Wellbeing.

SI TRATTA di un fondo azionario con circa 30 titoli, le cui strategie sono curate da Bianca Schnieder, analista e gestore del team europeo di AllianzGI. I titoli inclusi nel portafoglio del fondo appartengono a società quotate sui mercati borsistici internazionali che hanno buone chance di macinare ricavi e profitti in futuro, grazie allo sviluppo della ‘Pet economy’. Per rendersi conto del business che ruota attorno al mondo dei cani, dei gatti e degli altri esemplari domestici o d’allevamento basta dare un’occhiata alle stime della società di ricerca Grand View Research. Per il mercato mondiale degli animali domestici, che nel 2016 valeva oltre 130 miliardi di dollari, viene stimata dagli analisti una crescita media di poco meno del 5% annuo nei prossimi 7 anni. Entro il 2025, dunque, il mercato della ‘Pet economy’ varrà nel complesso la bellezza di 200 miliardi di dollari.

DEL RESTO, quando un amico a quattro zampe entra in famiglia non si può fare a meno di occuparsi della sua salute e del suo benessere. L’animale diventa parte del nucleo familiare e, come tale, viene trattato senza badare a spese. I suoi proprietari sono disponibili a occuparsi delle sue esigenze, come cibo e salute, a prescindere dalla fase del ciclo economico. Soltanto in un paese come la Germania, secondo le stime diffuse da AllianzGI, ci sono in totale 35 milioni di esemplari domestici, cani e gatti in testa.

SE ALLARGHIAMO l’orizzonte al panorama mondiale, dunque, è ben comprensibile come questi numeri registrati sul solo mercato tedesco si ingigantiscano. Ecco perché la pet economy, almeno secondo AllianzGI, può diventare un’opportunità d’investimento. Del resto, nell’industria del risparmio gestito si è fatta ormai da tempo strada la tendenza a proporre prodotti finanziari legati ai mega trend dell’umanità come l’invecchiamento della popolazione, la crescente urbanizzazione, l’esplosione dei consumi nei mercati emergenti o la maggior attenzione alla salute, compresa appunto quella degli animali. «È ormai da qualche tempo che riscontriamo un aumento della domanda di fondi tematici in grado di cogliere i mega trend», dice Thomas Linker, country head per l’Italia di AllianzGI che aggiunge: « I vantaggi degli investimenti tematici sono la loro relativa indipendenza dal ciclo economico e la maggior vicinanza a elementi che toccano la vita delle persone».

PER LINKER il fondo Allianz Pet and Animal Wellbeing rappresenta uno strumento in più a disposizione di chi vuole costruirsi un portafoglio ben diversificato, che nel settore azionario punta su diversi settori con buone prospettive di crescita, dalla tecnologia alla ‘Pet economy’.