Riemerge il pallino di Grillo per le tlc. Ieri il Garante 5 stelle si è reso protagonista di un botta e risposta con Open Fiber, la società partecipata da Cdp e Enel, nata per portare la fibra sul territorio. Per Grillo, serve una rete unica in tutta Italia e il premier Giuseppe Conte ha accolto l’ipotesi in modo positivo: "L’idea di Grillo è buona ed è una delle modalità che potrebbero essere sperimentate". Anche se, ha avvertito Palazzo Chigi, occorrono...

Riemerge il pallino di Grillo per le tlc. Ieri il Garante 5 stelle si è reso protagonista di un botta e risposta con Open Fiber, la società partecipata da Cdp e Enel, nata per portare la fibra sul territorio. Per Grillo, serve una rete unica in tutta Italia e il premier Giuseppe Conte ha accolto l’ipotesi in modo positivo: "L’idea di Grillo è buona ed è una delle modalità che potrebbero essere sperimentate". Anche se, ha avvertito Palazzo Chigi, occorrono una serie di passaggi che coinvolgono una società privata oltre che Cdp. Ma per Grillo su questo tema "non si possono commettere altri errori". "Siamo costretti a registrare a distanza di anni il completo fallimento dell’esperimento Open Fiber - si legge in un lungo post sul suo blog - e bisogna ricordare che, nel nome del libero mercato, il governo Renzi aveva legittimato Enel, azienda completamente estranea al mercato delle tlc, ad investire insieme a Cdp nel nuovo operatore Open Fiber. Il tutto per fare competizione agli altri principali operatori tradizionali, innescando quella che si è rivelata una spirale di investimenti in duplicazione che oggi sta generando uno spreco inaudito di risorse".

Di qui, la ricetta di Grillo: "Cambiare subito l’ad di Open Fiber (Elisabetta Ripa, ndr). Non è all’altezza. E nominare una persona che inizi a lavorare alla fusione con Tim". Segue la strategia statalista di Grillo: "Fare entrare Cdp in Tim con un’ulteriore cifra del capitale pari a quella di Bollorè (circa il 25%). Dalla posizione di forza di Cdp, proporre ai francesi di vendere. A quel punto, avremmo la maggioranza di Tim per avviare la creazione di un’unica società integrata Rete Mobile, 5G, banda ultralarga. Evitando che due soggetti con partecipazioni statali si facciano la guerra". L’ad di Tim, Luigi Gubitosi, non ha replicato, mentre lo ha fatto Open Fiber: "Se davvero si trattasse di un progetto fallimentare, Open Fiber non incasserebbe una dietro l’altra partnership di peso con soggetti di grandissimo livello nazionale e internazionale". "E ancora, se davvero fosse fallimentare, perché questo evidente interesse di aziende (Tim) e di grandi fondi infrastrutturali ad investire nel progetto o ad acquisirlo a caro prezzo? Forse perché in meno di tre anni ha coperto un terzo del Paese diventando la terza rete in fibra ottica in Europa"?