Il ministro delle Finanze tedesco  Wolfgang Schaeuble (Ansa)
Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble (Ansa)

Berlino, 13 agosto 2015 - Sul tavolo dell'Eurogruppo oggi c'è, per la Grecia, sia la possibilità di dare il via libera al salvataggio Esm e sia l'opzione di un nuovo prestito ponte: lo si apprende da fonti Ue che spiegano come entrambe le procedure siano state già attivate e pronte a essere applicate. Il Financial Times propone un retroscena su un documento in cui il ministero delle finanze tedesco "elenca le sue obiezioni all'intesa" e titola "Berlino getta sabbia negli ingranaggi dell'accordo". Il Pil greco intanto cresce a sorpresa nel 2/o trimestre con un +0,8% sui 3 mesi precedenti messo a segno nonostante il durissimo negoziato con i creditori (-0,5% le attese degli economisti). 

Nei giorni scorsi La Germania ha chiesto ad Atene di accettare un prestito ponte che consenta una negoziazione più accurata del nuovo piano di salvataggio, considerato da Berlino "insufficiente". Non è chiaro se una simile proposta verrà riproposta venerdì all'Eurogruppo. In ogni modo, secondo il Ft, Il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, senza respingere quanto finora concordato tra Atene e i creditori, intende avanzare "alcune questioni aperte da indirizzare all'Eurogruppo". 

Sono tre le sue principali obiezioni: la sostenibilità del debito greco, i possibili rinvii alle riforme e il ruolo del Fmi, che nei due precedenti salvataggi ha affiancato Bruxelles negli aiuti. Schaeuble nota che alcune delle riforme concordate contengono alcuni rinvii ad ottobre e novembre per l'implementazione e altre "non sono ancora specificate".

Berlino è particolarmente preoccupata per il proposto rinvio alla costituzione del programmato fondo per le privatizzazioni da 50 miliardi di euro. Nell'accordo si prevede solo una task force a dicembre. "La creazione di una task force - si legge nel rapporto tedesco - non è sufficiente". Inoltre Berlino è preoccupata per la capacità di Atene di far fronte in modo sostenibile a un debito estero di 320 miliardi di euro, specie nell'attuale congiuntura economica negativa. 

Bruxelles prevede che il Pil subirà una caduta del 2,3% quest'anno, dell'1,3% nel 2016 e tornerà in crescita nel 2017. "Le necessità finanziarie - sostiene la nota di Schauble - sono più alte del previsto: la sostenibilità del debito rappresenta la questione aperta più importante". Proprio la questione della sostenibilità del debito introduce all'ultimo capitolo: la presenza del Fmi nel piano di salvataggio. Berlino si chiede: "Il Fmi sottoscrive pienamente le condizioni" del programma di aiuti? Senza la partecipazione del Fmi il coinvolgimento dell'Esm negli aiuti sarà più pesante e questo è un punto che preoccupa non poco gli scettici tedeschi.

GRECIA, A SORPRESA CRESCITA NEL SECONDO TRIMESTRE - Il Pil greco cresce a sorpresa nel 2/o trimestre con un +0,8% sui 3 mesi precedenti messo a segno nonostante il durissimo negoziato con i creditori (-0,5% le attese degli economisti). Su base annua l'incremento è del 1,5%. L'istituto statistico ha anche rivisto in meglio le stime per i primi 3 mesi dell'anno, in stagnazione rispetto al -0,2% stimato in precedenza. 

GRECIA, GOVERNO NON ESCLUDE VOTO IN AUTUNNO - Il governo greco ha duramente criticato i ribelli della maggioranza che intendono votare contro il terzo piano di salvataggio concordato con i creditori e non esclude elezioni anticipate in autunno. L'esito del voto parlamentare sul terzo piano di salvataggio è previsto per oggi, ma potrebbe slittare a dopo la mezzanotte. Il premier Alexis Tsipras avrà bisogno dell'appoggio dell'opposizione per il via libera al piano da 85 miliardi di euro e l'opposizione è pronta a dargli il suo appoggio per evitare che il paese scivoli nel caos finanziario, ma le divisioni dentro Syriza sono profonde e lo stesso governo fa sapere che senza una maggioranza certa, "non si va lontano", lasciando trapelare la possibilità di elezioni anticipate in autunno, o addirittura a settembre. Il portavoce dell'esecutivo, Olga Gerovasili spiega che dopo il voto in Parlamento, i riflettori si sposteranno sulla riunione dell'Eurogruppo di venerdì, dove i tedeschi intendono far pesare le proprie obiezioni all'accordo. Difficile che Berlino ottenga il prestito ponte che avrebbe voluto per negoziare i punti dell'intesa che considera controversi, mentre si fa largo l'ipotesi di un 'tagliando' a ottobre al piano di salvataggio, una revisione per fare il punto sull'implementazione delle riforme e in particolare sulle privatizzazioni.

Il portavoce del governo di Atene insiste sulle responsabilità dei ribelli. "E' noto - dice in un'intervista televisiva - che alcuni parlamentari di Syriza non voteranno a favore dell'accordo" e "un governo che non ha una maggioranza per governare non può andare lontano". La sinistra di Syriza, che include anche diversi ex ministri, insiste sul fatto che l'attuale esecutivo dovrebbe mantenere le promesse fatte in occasione delle elezioni del gennaio scorso, mentre lo stesso Tsipras ha chiesto allo speaker parlamentare, Zoe Konstantopoulou di sveltire il dibattito per andare rapidamente al voto sul piano di salvataggio. Konstantopoulou però, che fa parte della sinistra di Syriza, ha convocato una serie di commissioni parlamentari, rinviando di fatto il dibattito in seduta plenaria. Per questo si prevede che il voto finale possa tenersi dopo la mezzanotte. Gerovasili non ha nascosto il disappunto del governo per la procedura scelta dallo speaker. "Konstantopoulou - dice - ha il suo modo di procedere", aggiungendo: "Ci sono due diversi punti di vista e questo sta creando disarmonia". Sulle divisioni dentro Syriza il portavoce chiarisce: "E' possibile che in futuro si possa cercare il modo di ottenere un nuovo mandato popolare... Questo accadrà quando avremo una valutazione sulla possibilità di indire nuove elezioni". Tsipras ha già deciso che Syriza terrà un congresso straordinario dopo il dibattito parlamentare.