Roma, 19 giugno 2019 - Il braccio di ferro con Bruxelles sui conti è il tema centrale della giornata politica: anche in Consiglio dei ministri s'è parlato infatti della procedura d'infrazione e di assestamento di bilancio. E in tarda serata fonti di Palazzo Chigi hanno fatto trapelare la notizia: è stata inviata la lettera del premier Giuseppe Conte indirizzata agli altri 27 Paesi membri Ue, al presidente della commissione Ue Jean Claude Juncker e al presidente del Consiglio Ue Donald Tusk. Obiettivo della missiva è rassicurare sui conti pubblici italiani.

Forse per questo le modalità per evitare una procedura d'infrazione sono state al centro del Consiglio dei ministri di stasera. "Porteremo un testo per rispondere a Bruxelles", aveva anticipato il premier parlando con i cronisti in Senato. E confermando che il documento in questione è l'assestamento di bilancio, anche se non figura nella convocazione ufficiale. "Stasera - aveva precisato Conte - sicuramente discuteremo" l'Assestamento di bilancio, "se non riusciremo a completare stasera, ci aggiorneremo".

Di fatto questa di anticipare il ddl di assestamento del bilancio, per mettere nero su bianco le stime del governo nel confronto con l'Ue sulla procedura di infrazione, parrebbe essere la 'mossa' studiata dal premier insieme al ministro dell'Economia.  "In Consiglio dei ministri - ha spiegato Conte nel suo intervento in Senato nel pomeriggio - abbiamo con il ministro Tria in animo di portare una bozza di aggiustamento e aggiornamento per certificare il monitoraggio positivo dei conti pubblici. E' anche un ulteriore documento ufficiale da portare nelle sedi opportune per poter dimostrare che sono le nostre previsioni e stime ad avere il sopravvento su altre stime fatte da altri che non corrispondono ai reali flussi di cassa".


Intorno alle 22, dopo il Consiglio dei ministri, è iniziato a Palazzo Chigi il vertice sulla giustizia.  Presenti il premier Giuseppe Conte, i vice Matteo Salvini e Luigi Di Maio, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno

La lettera di Conte a Bruxelles

In un passaggio della missiva si legge: "L'Italia in quanto Paese fondatore della casa comune europea, avverte la piena responsabilità di coltivare un dialogo aperto e costruttivo con la commissione Ue". E il premier spiega ancora: "Lo ha dimostrato anche nel dicembre 2018, allorché un intenso negoziato ha consentito di chiarire i dettagli della nostra manovra".
"Prima che l'Ue si trovi a dover affrontare nuove crisi finanziarie sistemiche e globali occorre una riflessione approfondita su come assicurare un effettivo equilibrio tra stabilità e crescita, tra riduzione e condivisione dei rischi - si legge in un altro passaggio - Come l'esperienza ha dimostrato se per assicurare la piena realizzazione dell'uno si sacrifica l'altro si rischia di pagare un prezzo molto alto per la coesione sociale ed economica dei Paesi membri e per la credibilità stessa del progetto europeo". 

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Conte incontra Mattarella

Durante la tradizionale colazione di lavoro al Quirinale con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prima del prossimo Consiglio europeo, Conte ha assicurato che il governo è unanime nel voler evitare la procedura di infrazione da parte dell'Unione europea.

A prendere la parola, secondo quanto riferito da uno dei presenti, oltre al premier, anche i ministri degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, e dell'Economia, Giovanni Tria, mentre non sarebbero intervenuti nè i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, né il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti.

Il discorso di Conte alla Camera

Rispettosi delle regole europee, determinati ad evitare la procedura d'infrazione per disavanzo eccessivo, ma convinti della bontà delle politiche economiche messe in campo: il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, interviene in Aula alla Camera per illustrare la posizione dell'Italia sui maggiori dossier europei e, tra questi, la lente che Bruxelles ha puntato sui conti pubblici. "Siamo tutti determinati ad evitare" la procedura di infrazione europea "ma siamo anche convinti della nostra politica economica. Vogliamo un dialogo costruttivo con l'Unione Europea, e l'Italia intende rispettare le regole, senza che ciò impedisca di farci portatori di una riflessione incisiva su come adeguare le regole stesse perché l'Unione sia in grado di affrontare crisi globali", sono state le parole di Conte. "E' essenziale lavorare all'avanzamento del negoziato" sul quadro finanziario pluriennale e per una "tempestiva conclusione, senza che ciò si traduca in scorciatoie che conducano a un bilancio settennale inadeguato alla posta in gioco", ha continuato il premier durante le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 20 e 21 giugno. "L'aspettativa è che la tempistica del negoziato non vada a discapito della sua qualità", ha aggiunto. A proposito della procedura di infrazione verso l'Italia ma anche sul "completamento dell'Unione economica e monetaria", crediamo che "l'Eurosummit del 21 giugno debba assumere decisioni non divisive". 

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Tra procedura d'infrazione e nomine

Sul tavolo del Justus Lipsius, il palazzo che ospita i summit, nei prossimi due giorni si incroceranno due partite cruciali per l'Italia: le nomine dei nuovi vertici europei e, appunto, la procedura di infrazione. Al momento, nella rosa di nomi che circolano per gli alti incarichi comunitari - da Michel Barnier a Christine Lagarde passando per Guy Verofhstadt e Olli Rehn - non figura nessun italiano. L'Italia punta a ottenere un portafoglio economico di rilievo in Commissione come Commercio, Bilancio o Concorrenza: "L'Italia auspica per sé un portafoglio economico di prima linea", sottolinea Conte per il quale la bussola da seguire nell'indicare le alte cariche deve essere quella del voto europeo e, dunque, "di fondamentale importanza è che da tale confronto emerga un segnale ai cittadini circa la capacità di tenere conto della domanda di cambiamento dei cittadini". 

Tria: flat tax graduale

Oggi a Palazzo Chigi si è tenuto il vertice economico tra il premier, i due vice Di Maio e Salvini e il ministro dell'Economia Tria sui conti pubblici, che ha fatto sapere - in un'intervista pubblicata sul Financial Times on line - che il ricorso al reddito di cittadinanza e a quota 100 sarà inferiore alle aspettative e potrebbe portare a risparmi di spesa tra i 3 e 4 miliardi l'anno prossimo. Una serie di misure sarà comunque necessaria per ridurre il deficit, ha aggiunto il ministro. Il ministro dell'Economia è d'accordo con la flat tax e l'idea di "ridurre la pressione fiscale sulla classe media e sui redditi medi". Ma dovrà essere fatto in modo graduale e progressivo, come sa anche Matteo Salvini, "compatibilmente con i nostri obiettivi di finanza pubblica" e compensata da tagli di spesa, altrimenti scatteranno gli aumenti dell'Iva. Sulla questione minibot Tria ha spiegato: "Sono un ministro e tutto quello che posso dire è che non abbiamo bisogno di questo strumento. Quello che posso dire è che nessuno nel governo vuole uscire dall'Eurosistema. Questo è sicuro". "I debiti della p.a - assicura - possono essere ripagati "normalmente, usando la nostra moneta, l'euro. Non abbiamo bisogno di altri strumenti valutari".

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