Non si fermano gli investimenti di Gonnelli 1585, che anche nel 2020, come ogni anno, punterà sulla ricerca e sviluppo per migliorare ulteriormente la qualità dell’olio. Oggi il Frantoio di Santa Tea rappresenta una delle realtà più avanzate, sia in senso qualitativo che tecnologico, nel mondo dell’olio extra vergine di oliva. L’impianto, dotato di quattro linee di produzione, è stato progettato all’interno dell’officina aziendale e brevettato, in modo che il prodotto finale preservi nel tempo le naturali caratteristiche organolettiche nonché la massima freschezza. Un sistema di produzione esclusivo che ogni anno viene controllato e modificato. Nel perseguire la migliore qualità, la stessa cura viene prestata all’uliveto dell’azienda, ampliato notevolmente negli anni per garantire il totale controllo di filiera: oggi conta su 48mila piante di diverse cultivar, tutte certificate secondo le vigenti disposizioni di agricoltura biologica, senza uso di pesticidi né fertilizzanti.

Situate nel territorio toscano, tra la provincia di Firenze e Siena, gli olivi sono dislocati in zone tutte collinari, dai 300 ai 700 metri di altezza sul livello del mare. Ed è grazie proprio a questa varietà di cultivar e ad una sapiente scelta di raccogliere le olive nei tempi diversi di maturazione, a partire da quella più verde, che si ottengono diverse tipologie di oli, che si distinguono e si differenziano per sapori e profumi. La trasformazione delle olive in olio e la creazione di un prodotto del tutto nuovo fa dei Gonnelli, famiglia cresciuta, di generazione in generazione, attorno al frantoio Santa Tea, gli artigiani dell’oro verde. La storia inizia nel 1585, quando i fratelli Francesco, Lorenzo, Giulio, figli di Taddeo di Michele di Lorenzo, il 13 febbraio comprano per 300 soldi dai Frati del Convento del Carmine di Firenze il podere di Santa Tea. A quei tempi l’annesso frantoio, costruito nel 1426, era noto e apprezzato per il suo olio del tutto speciale, frutto di olive rese nobili dal microclima particolare dell’assolato altopiano di Reggello, a 400 metri sul livello del mare, a 30 minuti da Firenze. Da allora i Gonnelli, fratelli, figli e nipoti, si tramandano una vera arte, con tutta la conoscenza, sapienza e competenza nella coltivazione delle olive e nella loro spremitura: l’arte degli oliandoli, artigianale, nata ai tempi delle corporazioni del periodo medioevale e che tuttora preserva le tecniche ed i segreti del mestiere per la produzione dell’olio migliore. Un’arte che deriva dalla migliore tradizione dell’antico frantoio, preziosamente custodito nella parte museale, e dalla continua sperimentazione nella ricerca dell’innovazione, sia a livello produttivo che di coltivazione.

Di decennio in decennio per Gonnelli è un susseguirsi di primati: nel 1962 viene installato a Santa Tea il primo impianto a centrifuga al mondo, in collaborazione con Alfa Laval. Nel 1985 l’azienda per prima testa la ‘monocultivar’, per ottenere olio proveniente dalla frangitura di olive di un solo tipo di pianta, dando vita più di 25 anni fa al celebre olio extra vergine di oliva Cultivar Frantoio. Sempre negli anni’80, per tutelare i prodotti da contraffazioni, è la prima azienda olearia ad adottare il tappo dosatore antiriempimento e nel 2007, primo frantoio in Europa, ottiene la certificazione Iso 22005 in materia di tracciabilità. Oggi l’olio Gonnelli si trova nei migliori gourmet shop, hotel e ristoranti del mondo, in particolare in Europa, Russia, Giappone e America. Il fatturato dell’azienda viaggia su 6,5 milioni di euro e anche in questo complicatissimo 2020, sottolinea Giorgio Gonnelli (nella foto in alto), amministratore dell’azienda, "dovremmo chiudere in crescita". "Il calo della ristorazione è stato compensato, infatti, dalla ripresa di gastronomia e negozi. In tutto il mondo c’è una forte attenzione all’italianità e questo – conclude – ci ha avvantaggiato molto perché i consumatori hanno riconosciuto il nostro olio come un prodotto di qualità, trasparente, 100% italiano e completamente tracciato".

Appena fatto, l’olio fresco di frantoio viene venduto da Gonnelli in tiratura limitata in bottiglia in vetro trasparente e quindi da consumare subito, per gustare le sue note di carciofo e le punte di amaro-piccante, ottimo per accompagnare i piatti autunnali o sulla classica fetta di pane toscano abbrustolita.

Monica Pieraccini