Una storia d’amore. Che parla di bellezza, quella di una città unica e complessa, e che guarda al sociale. La raccontano Luciano Marson (a sinistra nella foto in alto), Luca Cerchier e Karin Friebel (a destra nella foto in alto) che, uniti dalla passione per la Serenissima e per il design, hanno dato vita a Pieces of Venice una benefit company nata nel 2017 con un’intenzione fin da subito ‘circolare’. Ovvero il recupero di una città e di giovani emarginati, partendo dal riutilizzo dei materiali disseminati in laguna e finendo con il restituire oggetti d’uso comune e dal valore simbolico e affettivo, in grado di raccontare ognuno una storia. Perché tutto può diventare bellezza, anche il rifiuto abbandonato in Laguna.

Il progetto parte dai detriti e legni galleggianti, che vengono trasformati in pezzi unici da collezione e souvenir in grado di trasmettere un grande senso di appartenenza ai luoghi da cui provengono. Dagli scarti del mare nascono piccole gondole, natanti, pezzi esclusivi dalla forte personalità in grado di evocare l’atmosfera e i profumi della Laguna. Dalle tavole che in origine componevano un vecchio pontile Pieces of Venezia dà vita ad altalene e cavalli a dondolo, ma anche bastoni da passeggio e calzascarpe.

Il circolo è virtuoso: le imprese di manutenzione dei canali di Venezia, incaricati dal Magistrato alle acque o dai privati, sono impegnate quotidianamente nella sostituzione delle briccole, il legno recuperato viene consegnato in diversi cantieri e segherie della laguna con i quali Pieces of Venice è in contatto per il riutilizzo.

Ogni oggetto è associato ad un luogo della città e, come il gioco dei puntini, disegna un itinerario unico e fuori dal circuito di massa. Il pubblico, nell’acquisto dell’oggetto, diventa protagonista di quella dolce rivoluzione mossa per riqualificare la città, destinando a fini benefici parte del valore del prodotto acquistato.

Gran parte della produzione è affidata alla cooperativa sociale Futura, impegnata a creare e promuovere opportunità di inclusione sociale e lavorativa per persone adulte e giovani con disabilità o svantaggio, contribuendo a reintegrare nel mondo del lavoro 60 ragazzi disagiati.

«Il mio background di designer ha influenzato molto l’intero progetto – racconta Marson – Ho chiamato a raccolta colleghi con i quali non avevo mai direttamente collaborato e che hanno colto immediatamente lo spirito e l’obiettivo di Pieces of Venice, dando il loro prezioso contributo. Artisti del calibro di Giulio Iachetti, Matteo Ragni e Lorenzo Palmeri, solo per citarne alcuni».

Gli oggetti griffati Pieces of Venice sono esposti e in vendita in alcuni dei luoghi più belli della città, dai Musei Civici al Fondaco dei Tedeschi fino all’Hotel Aman, dove si è sposato George Clooney. E’ attivo anche un canale di vendita e-commerce che spedisce gratuitamente in tutta Europa. I prossimi obiettivi sono ampliare la gamma dei prodotti, dal cappello del gondoliere al portatovagliolo, e rendere ancora più efficace la rete distributiva, mappando quei luoghi nevralgici di Venezia di grande traffico di turisti e facendo in modo che siano invogliati a portarsi a casa o regalare ai propri cari ‘un pezzo di Venezia’.