Investimenti per 60 milioni di euro, 190 assunzioni e un utile che nel 2022 dovrebbe arrivare alla soglia dei 147 milioni. Sono alcuni degli obiettivi fissati nell’ultimo piano industriale del Gruppo Banca Ifis, presentato a Milano lo scorso 14 gennaio. Questi target segnano il nuovo corso dell’amministratore delegato Luciano Colombini, che ha assunto la guida della banca ad aprile dell’anno scorso. In particolare, saranno due le aree di business su cui si concentreranno gli sforzi di Banca Ifis: il Commercial e Corporate Banking e gli Npl (non performing loan), cioè l’acquisizione e gestione dei crediti sofferenti ceduti sul mercato da altri istituti. Si tratta di un segmento di business che nel nostro Paese ha notevoli prospettive di crescita e in cui Banca Ifis è presente da anni. Dal 2011, infatti, il gruppo veneto ha acquistato crediti deteriorati per un valore nominale di oltre 22 miliardi di euro, recuperando oltre 1 miliardo di euro di cassa dagli Npl di proprietà. Oggi la banca guidata da Colombini, che è quotata alla borsa di Milano dal 2003, è il quarto operatore sul mercato italiano degli Npl in termini di masse gestite (24,4 miliardi di euro di valore nominale) ed è leader nella gestione dei crediti in sofferenza unsecured, cioè non coperti da garanzie. Tra il 2020 e il 2022, Banca Ifis stima 8,5 miliardi di euro di nuovi acquisti di Npl in termini di valore nominale, per un investimento complessivo di circa 800 milioni.

L’altro filone di business del prossimo triennio sarà rappresentato dal credito alle piccole e medie imprese, dove già oggi il gruppo si è ritagliato uno spazio significativo sul mercato, tanto da definirsi «banca dell’economia reale e vicina alle Pmi». Attualmente, infatti, Banca Ifis è il quarto operatore nel factoring in termini di turnover (cioè per ammontare di crediti gestiti) con una quota di mercato del 5,7%. La banca è attiva anche nell’acquisto di crediti fiscali, nel mercato della finanza strutturata e nel leasing, dove detiene una quota di mercato dell’1,8%. I clienti del gruppo in tutte queste attività sono circa 80mila, tra aziende e partite iva. Il piano industriale fino al 2022 prevede un rafforzamento dei crediti alle imprese, soprattutto nel segmento del factoring e l’incremento dei volumi per 1 miliardo. Il risultato di tutte queste azioni sarà, sempre secondo gli obiettivi del piano, una crescita dei ricavi, derivanti da tutte le business unit, di 602 milioni di euro grazie anche a nuove strategie di marketing e dall’innovazione digitale e, come già ricordato, da un piano di assunzione di risorse giovani.

«Negli ultimi 25 anni il patrimonio netto di Banca Ifis è cresciuto di circa 1,5 miliardi di euro», ha detto il vicepresidente Ernesto Furstenberg Fassio (in foto nella pagina a fianco) durante la presentazione del piano industriale, «e la banca ha pagato circa 400 milioni di euro di dividendi». Agli attuali prezzi di borsa, come ha sottolineato ancora il vicepresidente, il gruppo veneto offre un rendimento di circa il 7%, «tra i più elevati del sistema bancario italiano».

Andrea Telara