La. serie «La regina degli scacchi», trasmessa da. Netflix. L’abbonamento alle pay tv è il. tipo di consumo col maggior incremento durante la pandemia
La. serie «La regina degli scacchi», trasmessa da. Netflix. L’abbonamento alle pay tv è il. tipo di consumo col maggior incremento durante la pandemia
di Achille Perego La pandemia e i lockdown hanno cambiato le abitudini d’acquisto degli italiani. A vincere la gara dei nuovi consumi, subito dietro il re smartphone, ci sono le tv a pagamento. Dall’inizio dell’emergenza Covid-19, infatti, sono più gli italiani che hanno acquistato l’abbonamento di una pay tv (23% del campione contro il 27% che ha comprato un nuovo telefonino) di...

di Achille Perego

La pandemia e i lockdown hanno cambiato le abitudini d’acquisto degli italiani. A vincere la gara dei nuovi consumi, subito dietro il re smartphone, ci sono le tv a pagamento. Dall’inizio dell’emergenza Covid-19, infatti, sono più gli italiani che hanno acquistato l’abbonamento di una pay tv (23% del campione contro il 27% che ha comprato un nuovo telefonino) di quelli che si sono dotati di un pc (15%). E ormai c’è almeno una tv a pagamento in ogni famiglia (1,4).

A fotografare l’Italia dei consumi da pandemia è l’Osservatorio mensile Findomestic di marzo. Dall’Osservatorio emerge come oltre 6 italiani su 10 (65%) hanno acquistato almeno un dispositivo tecnologico nell’ultimo anno. E il 13% dice di aver comprato una smart tv.

Se più di tre intervistati su 10 erano già tecnologicamente pronti per affrontare la pandemia, l’emergenza Covid non ha colmato il gap digitale del Paese. Se il 43% del campione interpellato possiede in famiglia 3 o più smartphone, il 45% risulta invece sprovvisto di una connessione veloce (Adsl o fibra). Ogni famiglia ha mediamente un pc (1,6 in media), una smart tv (1,1), un tablet (1) e una stampante (1).

Ma per l’81% manca qualcosa che consenta di lavorare e studiare da casa in maniera confortevole come uno studio (36%) o una sedia ergonomica (34%).

Anche la velocità della connessione rappresenta un problema per il 29% così come la mancanza di una scrivania (18%) o addirittura di un pc (16%). Se resta confermato il boom dell’e-commerce, da dicembre a oggi, i negozi hanno recuperato 4 punti percentuali nell’indice delle preferenze dei consumatori salendo al 49% la quota di chi preferisce il punto vendita fisico mentre si riduce dal 44% di novembre al 33% quella di chi dichiara di acquistare su Internet di più rispetto al pre Covid.

Sul fronte consumi segnali di ottimismo: diminuiscono dal 53 al 47% gli intervistati che dicono di spendere meno rispetto alla fase pre-Coronavirus.