«Guida galattica per investitori non succubi». È il titolo, che nasconde anche un po’ di provocazione, che Salvatore Gaziano e Roberta Rossi (nella foto a destra) hanno scelto per la loro dispensa scaricabile e consultabile da oggi per tutti coloro che parteciperanno alla seconda edizione del seguitissimo percorso formativo gratuito di finanza online (YouFinance.it-Investi Bene) curato da QN Economia & Lavoro e Traderlink.

Una guida in cui Gaziano e Rossi – che nel 2001 hanno fondato la società di consulenza finanziaria indipendente SoldiExpert SCF (www.soldiexpert.com) di cui, entrambi amministratori, il primo è responsabile delle strategie e la seconda responsabile della consulenza personalizzata – spiegano (si legge nel sottotitolo) «come emanciparsi dal sistema bancario e dal tagadà dei mercati per investire oggi in modo autonomo con gli Etf (e non solo), abbattendo i costi degli investimenti per costruirsi un portafoglio diversificato, intelligente e redditizio». Nel mondo, spiega Roberta Rossi, si sta assistendo a una continua riduzione dei costi finanziari. Cioè quanto pagano gli investitori e quindi anche i piccoli risparmiatori, per far gestire i loro soldi da chi opera nell’industria del risparmio. In Italia però sta succedendo il contrario, nonostante nuove normative volte a favorire trasparenza, efficienza e concorrenza sul mercato come la Mifid2.

Per far fronte alla perdita di redditività provocata da una lunga stagione di tassi zero o addirittura negativi ma anche per fronteggiare il rischio-credito (come ha confermato l’aumento negli ultimi anni degli Npl, sofferenze e crediti inesigibili), tutte le banche, grandi o piccole, e le reti di promotori, hanno puntato sul risparmio gestito. E quindi sulle commissioni di retrocessione inserite nei prodotti che vengono offerti ai clienti-risparmiatori e spesso ancora nascoste o opache, nonostante la Mifid2. Succede così che un investitore paghi al promotore o al private banker, e quindi alla banca o alla rete, commissioni annue anche del 3-4% con punte superiori (addirittura fino al 6,5%) per alcune polizze unit-linked. Commissioni che sono a tutto svantaggio del risparmiatore tanto che, ricorda Rossi, simulando un investimento di 100mila euro con un rendimento stimato con un portafoglio aggressivo del 6,5%, con una commissione del 3%, dopo 30 anni, si avrebbe un capitale di 300mila euro, ben 200mila mila in meno se il costo fosse dell’1%. Quello che più o meno viene richiesto dagli ancora pochi consulenti veramente indipendenti, che non operano in conflitto d’interessi alle dipendenze di una banca o una rete. E che sono portati a utilizzare nella costruzione dei portafogli – sebbene non siano esclusi altri strumenti – gli Etf. Chiamati anche «i replicanti», gli Etf sono il prodotto finanziario «low cost» che ha determinato una vera e propria rivoluzione nel mondo degli investimenti finanziari. Non è un caso che a livello mondiale l’anno scorso gli Etf abbiano superato la soglia dei 5mila miliardi di euro.

Gli Etf, come Gaziano e Rossi spiegano nella loro dispensa, sono negoziati in Borsa come un’azione e hanno come unico obiettivo quello, appunto, di replicare l’indice al quale si riferiscono (panieri di Borsa, titoli, obbligazioni, valute, materie prime) attraverso una gestione passiva e con costi che per un Etf azionario si limitano al mezzo punto percentuale all’anno e anche meno per un obbligazionario.