Lunedì 22 Luglio 2024
GIORGIA DE CUPERTINIS
Economia

Giorgio Armani ha già pensato alla sua eredità: a chi andrà il suo impero

Il grande stilista e proprietario al 99% del suo gruppo non ha lasciato niente al caso. I suoi eredi dovranno continuare a perseguire gli obiettivi della maison (“creare valore, mantenere i livelli occupazionali, rispettare i valori aziendali”) e conservarne lo stile “essenziale, moderno, elegante e non ostentato”

Giorgio Armani (a destra), accanto al compagno Pantaleo Dell'Orco (Ciamillo)

Giorgio Armani (a destra), accanto al compagno Pantaleo Dell'Orco (Ciamillo)

Milano, 17 novembre 2023 – Giorgio Armani si conferma un uomo capace di guardare al futuro. In tutti i sensi. Già diversi anni fa infatti, lo stilista - oggi 89enne - dichiarò al Financial Times che per la successione del suo impero era “tutto pronto”. Fu il 2016 l'anno cruciale, in cui per l’appunto tutto è stato deciso, a iniziare dalla creazione della Fondazione Giorgio Armani “per realizzare progetti di utilità pubblica e sociale” e assicurare così nel tempo, gli assetti di governane dell’azienda, per mantenerli “rispettosi e coerenti” con alcuni principi che da sempre ispirano la sua attività di designer e imprenditore. Adesso però, un carteggio “segreto” è uscito dal cassetto ed è venuto alla luce, e conferma anche in questo caso come lo stilista - che possiede il 99% del suo gruppo (lo 0,1 è della Fondazione) con 9000 dipendenti, un fatturato di 2,35 miliardi e 162 milioni di utile - abbia, ancora una volta, le idee chiare. O meglio, chiarissime. Tanto da non voler lasciare al caso nemmeno il suo inconfondibile stile, che lo ha reso celebre in tutto il mondo. Armani non ha figli, ma come già dichiarò in passato non ha alcuna intenzione di lasciare la sua azienda nelle mani di qualche gruppo straniero, come è invece già accaduto ad altri brand. Tre, invece, i suoi nipoti: Silvana e Roberta, figlie di Sergio, il fratello scomparso, e Andrea Camerana, figlio di sua sorella Rosanna che insieme a lui e al compagno dello stilista, Pantaleo Dell’Orco (detto Leo), tiene le redini dello stile della maison. Tutti loro sono in consiglio - in cui siede anche Federico Marchetti, fondatore di Yoox - e avranno azioni del gruppo, secondo il piano conservato da un notaio milanese e visionato dalla agenzia Reuters, che stabilisce i futuri principi di governance. Il 50% degli utili netti verrà distribuito agli azionisti e ci saranno degli obblighi ben precisi da seguire, tra cui il divieto di quotazione in borsa per i primi cinque anni e regole rigide per attività di fusioni e acquisizioni. Non solo. Il gruppo dovrà essere gestito con l’obiettivo di “creare valore, mantenere i livelli occupazionali e perseguire i valori aziendali”, ma non solo. Come già sottolineato, lo stilista non intende lasciare al caso nemmeno il suo inconfondibile stile: l’impegno è quello della ricerca di uno “stile essenziale, moderno, elegante e non ostentato, con attenzione ai dettagli e alla vestibilità”.