Il settore degli investimenti nel suo complesso, una volta territorio di pochi eletti quasi senza eccezioni, sta ora prestando un’attenzione significativa ai concetti di stewardship (gestione etica delle risorse) e di investimenti responsabil. Alcuni lo stanno facendo sulla base di convinzioni profondamente radicate, altri si limitano a far sentire la propria voce per guadagnare spazio in un segmento di mercato in crescita e altri ancora vogliono conformarsi alle richieste della politica.

«Nel 2020 – commenta Leon Kamhi (nella foto a destra), Head of Responsibility di Hermes Investment Management – ci aspettiamo che lo slancio prosegua di certo. Crediamo che la qualità e l’efficacia della stewardship e dell’integrazione ESG continueranno a migliorare e che gli asset owner sapranno distinguere sempre di piu’ tra gli approcci basati su best practice e il cosiddetto greenwashing. Ci aspettiamo tuttavia che il miglioramento sia graduale, in quanto occorrono tempo e sforzi per apportare cambiamenti significativi tanto ai processi di investimento di un’impresa quanto alla mentalita’ e ai comportamenti dei suoi dipendenti - entrambi necessari se si mira alla credibilita’ delle pratiche di investimento responsabile».

Sempre più spesso, l’attività di stewardship diventerà un’attività centrale negli investimenti, che si riflette nello scopo e nei valori delle imprese. Il cambiamento climatico e la disruption tecnologica nei modelli di business in diversi settori continueranno nel 2020. Per essere sostenibili, le imprese dovranno considerare in che modo tali innovazioni potrebbero avere un impatto sul modo in cui servono i clienti, impiegano il personale nonchè l’impatto che hanno sulla società. «Trascurare i propri stakeholder – prosegue Kamhi – andrà a scapito del valore sostenibile a lungo termine: nel 2020 ci aspettiamo una pressione costante sul settore della tecnologia per quanto riguarda i loro approcci e i valori sottostanti relativi alla privacy dei dati e al filone dell’intelligenza artificiale. In tutti i settori e a livello globale, dovremmo aspettarci cambiamenti radicali nei processi di gestione delle risorse umane, dato che le imprese cercano di colmare le lacune in termini di diversità».

Intanto gli investitori professionali italiani certificati Cfa tornano negativi sulle prospettive dell’economia domestica: il Cfa Italy Radiocor Sentiment Index registra infatti per gennaio un valore pari a -5,6, dopo tre letture al di sopra dello zero. Nel dettaglio delle principali asset class, i tassi di interesse sono previsti in ascesa in tutte le principali aree, e in particolare in Italia, mentre vi sono aspettative di ribassi sui listini azionari italiani. Il dollaro Usa, infine, è atteso apprezzarsi contro euro dagli attuali livelli. In termini di aspettative sui prossimi sei mesi, aumenta la percentuale di coloro che si attendono un peggioramento delle condizioni macroeconomiche, pari al 25% del totale, mentre una percentuale del 55,6% stima condizioni invariate ed un 19,4% si attende un miglioramento.

«Il sondaggio, condotto prima dei recenti accadimenti in Iran, descrive un quadro macro-finanziario abbastanza coerente – spiega Annalisa Usardi, Cfa Global Research, Senior Economist Amundi Asset Management – Se nel brevissimo termine e’ lecito aspettarsi che l’ottimismo infuso dal raggiungimento di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina possa supportare mercati e fiducia di imprese e consumatori, il 2019, l’anno della grande incertezza geo-politica, si chiude con una nota di cautela rispetto alle prospettive economiche di Usa ed Eurozona».