Una famiglia in un'immagine d'archivio
Una famiglia in un'immagine d'archivio

Roma, 7 dicembre 2019 - Un genitore italiano su 3 che si licenzia (36%) lo fa per accudire i figli, mancando sostegni personali e pubblici. Da un'analisi dell'Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati dell'Ispettorato del lavoro emerge infatti l'incompatibilità degli impegni di lavoro dei genitori con le esigenze di cura dei figli. I ritmi quotidiani, gli impegni, la mancanza di tempo extra lavorativo e l'incertezza sul futuro stanno allargando l'area dei bisogni delle famiglie - spiega Uecoop - con oltre 49mila papà e mamme che nel 2018 hanno deciso di dare le dimissioni per l'assenza di parenti di supporto (27%) per l'elevata incidenza dei costi di assistenza al neonato fra asilo nido e baby sitter (7%) o per il mancato accoglimento dei figli al nido (2%). 

Sempre più spesso infatti il welfare privato integra quello pubblico grazie ad accordi aziendali nei quali ai primi 4 posti dei servizi più richiesti ci sono proprio quelli che riguardano la scuola e l'istruzione dei figli (79%), la salute (78%), l'assistenza (78%) e la previdenza (77%) secondo un'analisi di Uecoop su dati Assolombarda.

I servizi legati all'infanzia hanno un ruolo strategico soprattutto con genitori che lavorano visto che negli asili nido italiani c'è posto solo per 1 bambino su 4, il 24% di quelli fino a tre anni d'età contro il parametro del 33% fissato dalla UE per poter conciliare vita familiare e professionale. Per rispondere a questa domanda di assistenza - sottolinea Uecoop in una nota - sono sempre più diffusi asili aziendali per i figli dei dipendenti oppure iniziative di mini nido con "tate" che seguono piccoli gruppi di bambini in grandi appartamenti attrezzati. Servizi che, sia nel pubblico che nel privato, "sono spesso realizzati insieme a cooperative in grado di offrire personale già formato e locali adatti. Con il mondo cooperativo socio sanitario segue già 7 milioni di famiglie grazie al lavoro di oltre 355mila addetti - conclude Uecoop - la sfida del futuro è quella di potenziare l'assistenza creando un sistema che integri risorse pubbliche e private".