di Achille Perego Dopo il comitato nomine, la spaccatura tra i grandi azionisti delle Generali – il fronte Mediobanca e quello Caltagirone-Del Vecchio – si è ripetuta ieri nel cda chiamato a votare sulla formazione della lista del board uscente, guidata dall’attuale Ceo Philippe Donnet, in vista dell’assemblea di primavera per il rinnovo del consiglio. In serata, al termine di una riunione accesa di quasi 5 ore, in una nota Generali ha spiegato che...

di Achille Perego

Dopo il comitato nomine, la spaccatura tra i grandi azionisti delle Generali – il fronte Mediobanca e quello Caltagirone-Del Vecchio – si è ripetuta ieri nel cda chiamato a votare sulla formazione della lista del board uscente, guidata dall’attuale Ceo Philippe Donnet, in vista dell’assemblea di primavera per il rinnovo del consiglio. In serata, al termine di una riunione accesa di quasi 5 ore, in una nota Generali ha spiegato che il cda a maggioranza ha approvato l’avvio della procedura. E quindi il consiglio presenterà una sua lista con la conferma del Ceo. La procedura sarà articolata e trasparente con un ruolo di coordinamento del presidente Gabriele Galateri, vedrà la difesa dell’indipendenza dei consiglieri, il dialogo costante con azionisti e mercato e il contributo di "cacciatori di teste" e consulenti legali.

In pratica, dopo il voto favorevole a Donnet del comitato nomine per 4 a 3, ieri la battaglia e l’esito si sarebbero replicati nel cda con 9 voti a favore della lista del board e 4 contrari (i rumor indicavano Caltagirone, Romolo Bardin, Paolo Di Benedetto e Sabrina Pucci), riconducibili al patto di consultazione di Francesco Gaetano Caltagirone e Leonardo Del Vecchio, al quale, dopo l’adesione della Fondazione Crt e l’arrotondamento delle quote, fa capo il 12,56% del Leone.

Quota vicina al 12,9% di Mediobanca che però, nei giorni scorsi, con il prestito di 70 milioni di titoli Generali, è salita al 17,2% dei diritti di voto a cui sommare l’1,7% dell’alleato De Agostini mentre i Benetton, con il loro 3,9%, sarebbero alla finestra anche se il mercato scommette su un avvicinamento al patto. Così, la spaccatura tra i grandi soci di Generali resta e, in attesa di capire anche le mosse sulla vicenda di Consob e Ivass, bisognerà scoprire da qui all’assemblea - nella quale potrebbero presentarsi due liste contrapposte più quella eventuale di Assogestioni - come si muoveranno gli azionisti.

Divisi tra i favorevoli all’operato di Donnet, sostenuto dalla Mediobanca di Alberto Nagel, per i risultati positivi conseguiti, con il titolo ieri ai massimi dell’anno (18,625 euro con un +1,61%) e i pattisti. Che contestano al Ceo la mancanza di una grande operazione per avvicinarsi ai big Axa, Zurich e Allianz e chiedono un cambio di passo.