Philippe Donnet, 61 anni, è il ceo del gruppo Generali dal marzo 2016
Philippe Donnet, 61 anni, è il ceo del gruppo Generali dal marzo 2016
di Achille Perego Il raddoppio dell’utile netto del gruppo a 1,54 miliardi nei primi sei mesi dell’anno e un risultato operativo di 3 miliardi (+10,4%) grazie allo sviluppo positivo dei segmenti Vita, Asset Management e Holding e altre attività insieme con la crescita dei premi lordi a 38 miliardi (+5,5%), sono la migliore risposta che il ceo di Generali, Philippe Donnet, poteva dare alle grandi manovre nell’azionariato. E ad alcuni dei soci di...

di Achille Perego

Il raddoppio dell’utile netto del gruppo a 1,54 miliardi nei primi sei mesi dell’anno e un risultato operativo di 3 miliardi (+10,4%) grazie allo sviluppo positivo dei segmenti Vita, Asset Management e Holding e altre attività insieme con la crescita dei premi lordi a 38 miliardi (+5,5%), sono la migliore risposta che il ceo di Generali, Philippe Donnet, poteva dare alle grandi manovre nell’azionariato. E ad alcuni dei soci di peso che, come Gaetano Caltagirone, vicepresidente con il 5,63% delle quote, e Leonardo Del Vecchio (4,82%) rappresentano i grandi azionisti dopo quello di riferimento (Mediobanca con circa il 13%) non avrebbero lesinato critiche all’attuale governance.

A proposito delle quali, in vista del rinnovo l’anno prossimo dei vertici – per cui il cda di Generali ha avviato i lavori di preparazione della lista che sarà presentata al consiglio nella riunione del 27 settembre – Donnet ha detto di "sentirsi molto bene con questi risultati" che hanno battuto le previsioni del mercato. E "orgoglioso del lavoro fatto in cinque anni" con risultati "buoni e solidi" che non erano scontati, soprattutto in un "contesto sfidante" come quello provocato dalla crisi epocale del Covid. Il gruppo è in linea con tutti i target del piano al 2021 e, ha aggiunto il ceo di Generali, ora il focus non è su quel che succede nell’azionariato né su un suo nuovo mandato, ma alla preparazione del nuovo piano che sarà presentato il 15 dicembre.

L’"eccellente" semestrale mostra, oltre alla crescita della redditività – per cui il 20 ottobre sarà pagata un’altra tranche di dividendo di 46 centesimi per azione, ieri in calo dell’1,04% in Borsa – una compagnia patrimonialmente solida con un Solvency Ratio al 231% (224% nell’intero 2020). E che "rafforza la posizione di leader europeo" raggiunta, ha sottolineato Donnet "grazie alla nostra eccellenza operativa, all’accelerazione dell’innovazione digitale e alla rete di distribuzione".

Sul fronte acquisizioni – uno dei temi che avrebbe sollevato Caltagirone chiedendo un cambio di passo – infine il ceo di Generali ha spiegato che si sta cercando un’opportunità interessante, ma non è "un’ossessione" e se non ci sarà "troveremo un modo migliore per l’eccesso di capitale". Buyback compreso.