Un operaio al lavoro su un impianto di stoccaggio gas
Un operaio al lavoro su un impianto di stoccaggio gas
di Elena Comelli Violenta inversione di rotta per i prezzi del gas, che ieri sono crollati a tratti anche del 18% quando Gazprom, il colosso energetico del Cremlino, ha iniziato a riempire i suoi stoccaggi in Europa, annunciando in un tweet la decisione di riaprire i rubinetti. La mossa di Mosca smentisce gli osservatori, secondo cui i rubinetti sarebbero rimasti chiusi fino al via libera definitivo di Bruxelles al gasdotto Nord Stream 2. E smentiscono...

di Elena Comelli

Violenta inversione di rotta per i prezzi del gas, che ieri sono crollati a tratti anche del 18% quando Gazprom, il colosso energetico del Cremlino, ha iniziato a riempire i suoi stoccaggi in Europa, annunciando in un tweet la decisione di riaprire i rubinetti. La mossa di Mosca smentisce gli osservatori, secondo cui i rubinetti sarebbero rimasti chiusi fino al via libera definitivo di Bruxelles al gasdotto Nord Stream 2. E smentiscono anche la bufala di chi imputava l’aumento dei prezzi alla transizione energetica. L’effetto sui mercati, infatti, non ha tardato ad arrivare: il prezzo di riferimento del gas, Ttf, è sceso subito dell’11,6% e il prezzo misurato sul punto di scambio in OIanda è arrivato a segnare un calo del 18% a metà giornata.

Secondo i dati tedeschi, che si riferiscono al gasdotto che trasporta la materia prima da Yamal in Siberia, i flussi sono saliti ai massimi da due settimane. Nonostante il beneficio immediato, per gli analisti i prezzi resteranno alti finché non sarà chiaro che la Russia ha intenzione di fare il massimo per agevolare l’Europa a superare il freddo inverno. Dmitry Marinchenko di Fitch Ratings stima che Gazprom dovrebbe pompare 170milioni di metri cubi in più ogni giorno per un mese, un incremento di un terzo rispetto ai livelli attuali, per riempire i suoi stoccaggi europei: la riapertura dei flussi dal gasdotto Yamal non sarebbe sufficiente.

Il problema, trattato anche all’Ecofin di ieri, è l’estrema dipendenza dell’Europa dal gas estero. "Il 90% del gas che usiamo è importato. Dobbiamo discutere una riserva strategica europea e la possibilità di appalti comuni", ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. "Abbiamo presentato un pacchetto di misure che i Paesi possono adottare per alleviare la situazione dei prezzi dell’energia, oltre a delle misure di medio e lungo termine per rafforzare la resilienza a shock futuri", ha detto il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis al termine dell’Ecofin. La convinzione dei ministri finanziari, però, è che la fiammata dei prezzi sia temporanea. La curva dei prezzi dell’energia "avrà un picco alla fine dell’anno, poi i prezzi torneranno a scendere", ha sostenuto il ministro dell’Economia Daniele Franco. Vedremo con quale rapidità.