7 apr 2022

Gas russo, svolta Ue: il parlamento chiede il blocco "totale e immediato"

L'assemblea vota risoluzione per l'embargo di energia da Mosca: "Stop utilizzo gasdotti Nordstream 1 e 2 ". Anche Lega e Fratelli d'Italia a favore. Von der Leyen: "Petrolio prossimo passo"

epa08147767 Flags wave outside of the Russian Gazprom company's headquarters in Moscow, Russia, 21 January 2020. According to Gazprom's plans, the Nord Stream 2 natural gas pipeline from Russia to Germany should be completed at the beginning of 2021, despite US sanctions against companies laying pipes for the natural gas pipeline.  EPA/MAXIM SHIPENKOV
La sede Gazprom a Mosca con le bandiere della Russia e il suo logo (Ansa)

Strasburgo, 7 aprile 2022 - L'Europa aumenta le pressioni su Putin per fermare la guerra in Ucraina con una risoluzione votata a maggioranza dal Parlamento Ue, in cui si chiedono più sanzioni. In corso di votazione è stato approvato un emendamento presentato da Ppe, S&D, Renew, Greens e Ecr che chiede "un totale e immediato embargo su gas, petrolio e carboni russi" e "l'abbandono dell'utilizzo dei gasdotti Nordstream 1 e 2".

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La risoluzione è stata approvata con 513 voti favorevoli, 19 astensioni e 22 contrari con applauso dell'assemblea. "Colleghi, questo è un momento significativo, la nostra posizione è chiara", ha sottolineato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.

Banche e trasporti

Il documento di Strasburgo prevede anche l'esclusione delle banche russe dal sistema Swift, il divieto di ingresso nelle acque territoriali dell'Ue e l'attracco nei porti dell'Ue di qualsiasi nave battente bandiera russa, registrata, posseduta, noleggiata, gestita dalla Russia e il trasporto di merci su strada da e per Russia e Bielorussia. I deputati hanno anche chiesto di "sequestrare tutti i beni appartenenti ai funzionari russi o agli oligarchi associati al regime di Putin, ai loro rappresentanti e prestanome, nonché alle figure legate al regime di Lukashenko in Bielorussia".

"Tribunale Onu per i crimini di guerra"

Il Parlamento europeo si esprime anche a favore di sanzioni nei confronti della Bielorussia, che rispecchino quelle imposte alla Russia al fine di colmare eventuali lacune che consentano a Putin di utilizzare gli aiuti di Lukashenko per eludere le stesse. In riferimento a Bucha e a tutte le atrocità commesse dai russi in Ucraina, "che innegabilmente si configurano come crimini di guerra", si chiede l'istituzione di un tribunale speciale dell'Onu. Il Parlamento europeo ha sostenuto inoltre l'intensificazione delle forniture armi all'Ucraina di difendersi efficacemente, e ribadito il proprio sostegno a tutti gli aiuti di tipo difensivo alle forze armate ucraine offerti individualmente dai Paesi Ue. 

Ursula von der Leyen, Roberta Metsola, Charles Michel, Josep Borrell Fontelles (ImagoE)
Ursula von der Leyen, Roberta Metsola, Charles Michel, Josep Borrell Fontelles (ImagoE)

Anche FdI e Lega votano sì

I rappresentanti di tutti partiti italiani a Strasburgo hanno votato l'emendamento chiede l'embargo immediato all'import di tutte le fonti energetiche, gas incluso. L'emendamento è passato con 413 voti favorevoli, 93 astenuti e 46 contrari. A votare sì la gran parte dei gruppi Ppe, S&D, Renew, Greens e Ecr. Spaccato il gruppo The Left. Tra i Conservatori e Riformisti  ha votato sì la delegazione di Fdi e, nel gruppo Id anche gli europarlamentari della Lega hanno dato il via libera.

Plaude alla decisione del Pe Enrico Letta, segretario del Pd: "Il Parlamento Europeo sta guidando l'Ue nella giusta direzione votando proprio ora per un completo embargo sull'energia russa - twitta - Ora tocca ai Governi"."Ora sta alla Commissione Europea e al Consiglio trovare le modalità più razionali per dare seguito a quanto chiesto dai parlamentari", commenta Simona Viola della segreteria di +Europa. "È vero che potrebbero esserci dei costi da sopportare, ma continuare a finanziare la guerra di Putin, che potrebbe così durare a lungo e con esiti incerti finirebbe per causare all'Europa costi economici e politici di gran lunga maggiori". 

Ursula Von der Leyen: "Eliminazione petrolio russo prossimo passo"

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, rilancia in conferenza stampa a Stoccolma: dopo il gas, il petrolio. "Stiamo già lavorando molto duramente al prossimo pacchetto di sanzioni. Continuiamo a preparare con gli Stati membri il prossimo passo, e al momento stiamo guardando al petrolio, per essere in grado di preparare una graduale eliminazione del petrolio" della Russia. Alla domanda su una possibile opposizione alle sanzioni sull'energia da parte dell'Ungheria, von der Leyen ha indicato che "finora tutti gli Stati membri sono stati risoluti sulle sanzioni e non c'è alcuna indicazione che non sia così per le prossime".

Draghi: pace o condizionatori accesi?

Ieri il premier italiano Mario Draghi, in una conferenza stampa sul Def, è stato possibilità sull'eventualità di chiudere i rubinetti del gas russo. "Seguiremo le decisioni della Ue, se ci propongono l'embargo sul gas, noi saremo ben contenti di seguire la Ue su questo strumento" perché "vogliamo lo strumento più efficace per permettere una pace". E alle perplessità delle opposizioni ribatteva: "Ci chiediamo se il prezzo del gas possa essere scambiato con la pace. Preferiamo la pace o stare il condizionatore d'aria acceso? Questa è la domanda che ci dobbiamo porre".

L'embargo totale e immediato tuttavia non sembra una soluzione applicabile. L'Europa sta infatti trovando rapidamente alternative ai rifornimenti dalla Russia, ma per quanto veloce sia questo processo, esso richiede senz'altro più di tre mesi che è il tempo di autonomia stimato con cui l'Italia potrebbe andare avanti senza import da Mosca, per fare un esempio che ci riguarda da vicino. Il blocco "non è un'ipotesi al momento in discussione", anche se "la situazione si modifica", ha detto Draghi. 

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Stretta su termosifoni e condizionatori nella Pubblica amministrazione

Arriva una stretta a termosifoni e condizionatori delle pubbliche amministrazioni. Dal primo maggio 2022 al 31 marzo 2023, la media ponderata della temperatura degli edifici pubblici non dovrà superare i 19 gradi centigradi più 2 gradi di tolleranza e non dovrà essere minore dei 27 gradi meno due gradi di tolleranza. Lo prevede un emendamento al dl bollette approvato dalle commissioni Ambiente e Attività produttive delle Camera.

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