12 mag 2022

Russia minaccia: stop gas alla Finlandia. L'altra guerra di Putin

Helsinki annuncia di voler entrare nella Nato, la rappresaglia di Mosca. Gazprom blocca l'export verso Ue attraverso Polonia, ridotto di un terzo il flusso dall'Ucraina

(FILES) In this file photo taken on March 18, 2022 an employee checks a pipe at the construction site of a gas metering station, part of the pipeline link between Bulgaria and Greece near the village of the Malko Kadievo, on March 18, 2022. - Poland and Bulgaria are now receiving gas from their EU neighbours after Russia's state energy giant Gazprom turned off the taps, European Commission head Ursula von der Leyen said on April 27, 2022. (Photo by Nikolay DOYCHINOV / AFP)
Gas, un operaio in un impianto (Ansa)

Roma, 12 maggio 2022 - La Finlandia esplicita la volontà di aderire alla Nato e la Russia prepara la rappresaglia. L'arma usata da Putin per intimidire Helsinki è quella del gas. Secondo quanto riporta il giornale finlandese Iltalehti i principali leader politici della Finlandia sono stati informati che a partire da domani Mosca potrebbe tagliare le forniture. 

Gas, Austria minaccia di confiscare l'impianto a Gazprom. Risale il flusso dall'Ucraina

E' l'ennesimo atto della guerra del gas che il Cremlino ha voluto intraprendere con l'Europa, dopo l'interruzione dei flussi a Polonia e Bulgaria, e - annuncio di oggi - lo stop al gasdotto chiave polacco da cui transitano i rifornimenti per gli altri stati Ue. Finora Mosca ha reagito alle sanzioni. Ora l'obiettivo è contrastare l'estensione della Nato ad Est. Non sono la Finlandia, anche la Svezia si avvia infatti a intraprendere il percorso di accesso al Patto atlantico.

Dure le parole del ministro degli Esteri russo all'annuncio di Helsinki: "Persuadendo la Finlandia" ad aderire all'Alleanza, la Nato "punta a creare un nuovo fronte della minaccia militare alla Russia", ha detto Serghei Lavrov. Da parte sua la Finlandia "dovrebbe rendersi conto delle sue responsabilità e delle conseguenze di un possibile ingresso nella Nato". 

La guerra russa del gas

Già lo scorso 26 aprile Mosca aveva bloccato l'export a Polonia e Bulgaria perché contrarie al pagamento del metano in rubli. Oggi Gazprom, il colosso di estrazione e distribuzione di gas controllato dal governo della Federazione russa, ha comunicato che il transito di gas russo verso l'Europa attraverso l'Ucraina diminuirà di quasi un terzo rispetto a ieri. D'ora in poi dalla stazione di Soudja dovrebbero transitare 50,6 milioni di metri cubi di gas, rispetto ai 72 milioni del giorno precedente. Da due giorni l'Ucraina afferma di non poter far passare il gas attraverso la stazione nei pressi di Sokhranivka, nella regione di Lugansk, a causa della presenza delle forze armate russe. Kiev ha chiesto a Gazprom di aumentare i volumi in un altro sito, Sudja, ma Mosca ha detto di non poterlo fare. 

Stop al gasdotto polacco 

Non solo: Gazprom ha deciso oggi lo stop allo Yamal-Europe, il gasdotto polacco che trasporta circa 33 miliardi di metri cubi di gas (un sesto delle esportazioni russe all'Europa) dai giacimenti nella penisola russa di Yamal e nella Siberia occidentale attraverso la Bielorussia e la Polonia fino alla Germania. Ieri la Russia aveva annunciato sanzioni nei confronti di più di 30 società energetiche, tra cui la polacca EuRoPol GAZ, proprietaria della parte polacca del gasdotto Yamal-Europe, come ritorsione alle misure adottate dalle nazioni occidentali. 

Berlino: Putin usa il gas come arma

Il ministro dell'Energia tedesco ha accusato la Russia di usare l'energia "come un'arma" . "La situazione sta peggiorando perche' l'energia e' ora utilizzata come arma in diversi modi", ha affermato Robert Habeck in un conferenza stampa a Berlino. Le sanzioni russe hanno colpito molte società energetiche occidentali, la maggior parte delle quali appartiene a Gazprom Germania, la filiale tedesca del colosso russo del gas. Lo Stato tedesco ha posto la società sotto il suo controllo a causa dell'importanza strategica.

Ue: pagare in rubli viola sanzioni 

Intanto oggi l'Ue ha ribadito che il pagamento in rubli - che alcune società di gas europee hanno intrapreso - viola le sanzioni. "La Banca centrale russa è soggetta a sanzioni dell'Ue e la nostra assolutamente posizione è che usare questo metodo di pagamento del gas in rubli sarebbe una violazione di queste sanzioni - ha dichiarato il portavoce della Commissione europea, Tim McPhie - la presidente della Commissione lo ha detto chiaramente così come la commissaria Simson. Continueremo a dialogare con gli Stati membri per spiegare la situazione e le linee guida". 

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