8 mar 2022

Cingolani, il gas e la crisi energetica in Italia: in 24 mesi indipendenti dalla Russia

La quotazione è arrivata fino a 295 euro al megawattora, Ue; "Strategia zero import". Il colosso Gazprom assicura: "Forniture all'Europa regolari"

epa08084821 (FILE) - A worker turns a tap at the gas-compressor station in Mryn village, about 130 km of Kiev, Ukraine, 15 October 2015 (reissued 21 December 2019). Reports on 21 December 2019 state Russian energy company  Gazprom and Ukrainian authorities have reached an agreement whereby Gazprom is to pay Ukraine 2.9 billion USD as a settlement in a row over gas transit. The new agreement for the next five years also sees a reduction of Russian gas flowing through Ukraine from 90 billion qubic meters to 65 billion qubic meters in 2020, and a further reduction to 40 billion qubic meters planned for the years 2021-2024.  EPA/ROMAN PILIPEY *** Local Caption *** 52307444
Continua la corsa del prezzo del gas

La guerra in Ucraina continua ad avere pesanti ripercussioni sulla quotazione del gas. Questa mattina ennesimo avvio in rialzo, sebbene sotto i massimi storici toccati ieri a 345 euro al megawattora sul mercato europeo: ad Amsterdam nelle prime battute la quotazione è arrivata fino a 295 euro, per poi assestarsi su un rialzo del 12,23% a 255 euro al megawattora.

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Intanto le forniture verso l'Europa proseguono regolari, il colosso russo Gazprom ha continuato le spedizioni di gas via Ucraina allo stesso volume di 109,5 milioni di metri cubi al giorno, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Ria Novosti.

Comunque, la Commissione europea sta "valutando" una strategia per essere completamente indipendente dal gas russo cercando fornitori alternativi. Lo ha detto il vicepresidente Ue, Valdis Dombrovskis, in audizione alla commissione Economica del Parlamento europeo. "È chiaro che non sostituiremo il gas russo del tutto con le rinnovabili tra un anno o due, perciò se vogliamo procedere rapidamente allo 'zero import' dalla Russia, dobbiamo importare il gas da un'altra parte", ha sottolineato Dombrovskis, riferendo che da parte della principale società norvegese di gas c'è "una disponibilità al 100% per colmare le carenze".

"Non possiamo passare a una strategia zero gas" dalla Russia "in qualche settimana, dobbiamo lavorare per assicurare la nostra indipendenza energetica con diversi fornitori", ha aggiunto il commissario europeo per l'Economia, Paolo Gentiloni. "Buona parte dei nostri fornitori - ha spiegato - sfortunatamente hanno bisogno di alternative al gas russo, hanno bisogno di meccanismi di rigassificazione, e anche le piattaforme mobili di rigassificazione non si costruiscono in un giorno, ci vuole un anno e mezzo per montarle. "Dobbiamo essere consapevoli di questa difficoltà e servirà uno spazio fiscale" per rispondere alla sfida.

Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, traccia la strada da percorrere: "Noi dalla Russia importiamo ogni anno all'incirca 29 miliardi di metri cubi di gas, ovvero poco più del 40% del totale del nostro import. Questi vanno sostituiti. Al momento abbiamo fatto un'azione estremamente rapida ed entro primavera inoltrata circa 15-16 miliardi di metri cubi saranno rimpiazzati da altri fornitori in altre zone del mondo. Ne rimane quindi poco meno della metà e su questo stiamo lavorando con impianti nuovi, rigassificazione e altri contratti di lungo termine, rinforzo delle nostre infrastrutture. Ragionevolmente 24-30 mesi dovrebbero consentirci di essere completamente indipendenti".

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