di Lorenzo Tazzari

"Noi crediamo fortemente che fare impresa significhi svolgere un ruolo sociale e seguire una linea etica. Secondo Fruttagel, un’azienda che trasforma ogni anno più di 100mila tonnellate di materia prima tra frutta e ortaggi, in questo momento c’è un’emergenza legata al reddito degli agricoltori. Noi dobbiamo contribuire a garantire loro una giusta remunerazione attraverso il prezzo che paghiamo per i loro prodotti".

Stanislao Fabbrino (nella foto) è il presidente e amministratore delegato di Fruttagel, due stabilimenti, uno ad Alfonsine, non lontano da Ravenna, l’altro in provincia di Campobasso. Quando parla del progetto ‘Chi è il padrone? La marca del consumatore’ si appassiona particolarmente. "E’ un progetto rivolto, in questo caso, alla passata di pomodoro, che sposa in pieno la nostra filosofia. L’idea è nata in Francia per rispondere concretamente alla catena di suicidi che stava colpendo gli agricoltori francesi perché non riuscivano più a fare reddito. L’obiettivo è quindi quello di remunerare il produttore primario equamente".

L’esperienza francese della ‘marca del consumatore’ è arrivata in Italia. "Fruttagel – aggiunge Fabbrino – produrrà per Carrefour la passata di pomodoro con il marchio solidale, pagando agli agricoltori il 30% in più del prezzo di mercato dei pomodori. In cambio chiediamo un prodotto di alta qualità, senza residui. Concordiamo con l’impegno dell’europarlamentare Paolo De Castro che ha portato sotto i riflettori il tema dell’adeguata remunerazione degli agricoltori, criticando il meccanismo della doppia asta al ribasso. Ora anche il nostro Parlamento sta andando verso questa linea e la grande distribuzione sta adeguando i listini".

Altra azione rivolta alla sostenibilità è quella del packaging sostenibile con Tetra Recart, ovvero il vetro sostituito dalla carta, con vantaggi nella minore immissione in atmosfera di CO2 e nel riciclo degli imballi.

Ogni anno, l’azienda di Alfonsine lavora più di 33mila tonnellate di pomodoro (di cui il 36,5% biologico), dato che la colloca ai primissimi posti tra i trasformatori nazionali. Complessivamente, il 24% della materia prima che entra negli impianti è biologica. "Per comprendere visivamente cosa facciano faccio sempre questo esempio: nei nostri stabilimenti entrano frutta e ortaggi pari a 15 Tour Eiffel, tre di queste sono di biologico".

Nel 2019 il fatturato è stato di 133 milioni di euro, quest’anno si preannuncia in linea con gli obiettivi, ma sarà fondamentale capire come il Covid ha modificato e continuerà a modificare i consumi. "La campagna del pomodoro del 2019 non è stata positiva e con il lockdown c’è stata una carenza di prodotto. Fruttagel ha continuato regolarmente a produrre passata, avendo una elevata capacità di approvvigionamento e abbiamo sempre rifornito la grande distribuzione – aggiunge Fabbrino – Invece, la campagna estiva di quest’anno è stata più favorevole e ha consentito di fare scorte di magazzino. Credo che in questo segmento vedremo salire le vendite del 5%, perché comunque il mercato non è tornato come nel pre-lockdown, in quanto, ad esempio, ci sono ancora migliaia di persone che sono in smart working e quindi non consumano fuori casa, soprattutto nell’intervallo del pranzo".

Nelle prossime settimane, Fruttagel redigerà il nuovo piano triennale industriale. Venti milioni verranno investiti in un nuovo magazzino automatico per vegetali surgelati.