Grinta, etica e qualità. Sono i pilastri su cui si fonda Euro Company, azienda italiana che produce, seleziona e commercializza frutta secca ed essiccata. Il suo quartier generale è a Godo di Russi, nel ravennate, nel cuore della Romagna, dove sorgono la sede e lo stabilimento produttivo che si estende per oltre 65.000 mq e comprende 32 linee produttive.

Il ciclone del Coronavirus ha investito anche Euro Company che, però, è riuscita a mettere in campo la flessibilità necessaria per continuare l’attività. "Questo è stato possibile – sottolinea Mario Zani (nella foto in basso a destra), direttore generale – perché siamo un’azienda ‘in carne e ossa’, non un marketplace o un broker che compra e rivende". Euro Company sta crescendo moltissimo, in questa difficile fase, sul fronte dell’e-commerce: "Abbiamo raddoppiato il personale addetto a produzione, confezionamento e spedizione dell’online, decuplicato il numero di pezzi venduti e triplicato i corrieri. Tutto questo, per riuscire a mantenere inalterati i tempi di consegna" spiega Zani.

C’è poi il fatturato (stabilmente sopra i 110 milioni di euro) che si è spostato in percentuale maggiore sulla grande distribuzione. "La nostra priorità in questo momento – evidenzia il direttore generale

– è stata garantire un approvvigionamento delle merceologie con valenza nutrizionale importante: frutta secca ed essicata e i ‘Fermentini’, un prodotto creato da noi a base di frutta secca fermentata" e venduta prevalentemente nel biologico. La mission di Euro Company ha, come tratto distintivo, un approccio fortemente etico alla commercializzazione dei prodotti. È una società ‘benefit’ e, nello statuto, ha indicato come scopo, affianco al giusto profitto, il beneficio comune. Per questo ha inaugurato "un protocollo di qualità etica, costituito da quattro punti, attraverso il quale abbiamo iniziato, i mesi scorsi, a redigere dei contratti con gli agricoltori" spiega Zani.

I quattro pilastri della ‘qualità etica’ sono: il rapporto diretto; la remunerazione equa; relazioni di fornitura di lungo termine e il supporto agli agricoltori. "Rapporto diretto – approfondisce – perché ci sediamo a un tavolo con i fornitori scelti senza passare attraverso intermediari. In questo modo assicuriamo una filiera trasparente e tracciabile. Siamo già partiti con quattro brand che applicano questo principio. La remunerazione è equa perché concordiamo con i coltivatori un prezzo di acquisto con cui gli garantiamo la copertura dei costi di produzione e un giusto profitto. È forse il tema che ci sta più a cuore e in cui crediamo fortemente". "Se il prezzo di mercato va sotto la soglia minima che abbiamo determinato con il coltivatore, continuiamo a pagargli la cifra su cui ci siamo accordati – spiega Zani –. È una politica che stiamo applicando a tappeto in Italia e all’estero e che, quando parliamo di materie prime che vengono da luoghi come il Ghana o il Burkina Faso, può fare la differenza per un agricoltore tra mandare i figli a scuola oppure no". E poi c’è il terzo punto: "Con i coltivatori – sottolinea Zani – costruiamo relazioni solide e basate sulla fiducia, siglando accordi di almeno tre anni che permettano loro un orizzonte di investimento, in una prospettiva di più ampio respiro".

Infine, il supporto concreto agli agricoltori, "con programmi di miglioramento della produttività, mettendo loro a disposizione e condividendo attrezzature, know-how e sostegno finanziario". "Il risultato dell’applicazione di questi quattro punti – spiega Zani – si traduce nel risultato di massima qualità per il consumatore che chiediamo in cambio al coltivatore: quindi materie prime di alta qualità, il miglior calibro del prodotto, lavori sul campo di manutenzione e coltivazioni il più possibile non manipolate e naturali". E, in futuro, Euro Company parlerà sempre di più biologico, un settore su cui sta investendo molto. "Abbiamo avviato la costruzione di uno stabilimento produttivo dedicato solo al biologico – annuncia Zani –. L’obiettivo è di espanderci in questo campo: ci crediamo fortemente".