Frena la produzione industriale. I mercati puntano sul taglio dei tassi

Italia e Germania rallentano. Forse già a marzo una prima sforbiciata della Bce

Frena la produzione industriale. I mercati puntano sul taglio dei tassi

Frena la produzione industriale. I mercati puntano sul taglio dei tassi

L’economia rallenta e sull’Europa si allungano nuove ombre che fanno riaffacciare lo spettro di una recessione. Gli ultimi dati macro del Vecchio Continente rivelano infatti un deterioramento più marcato del previsto, che potrebbe portare la Bce ad accelerare la strategia di rientro dal ciclo rialzista dei tassi per allentare la morsa sull’attività economica. A preoccupare di più è l’inaspettata frenata della locomotiva tedesca. In Germania la produzione industriale è diminuita per il quinto mese consecutivo, facendo registrare a ottobre una flessione dello 0,4%, rispetto al mese precedente. È il livello più basso da agosto 2020.

In Italia la produzione industriale è diminuita dello 0,2% rispetto a settembre e dell’1,1% su base tendenziale confermando un trend negativo che vede nei primi 10 mesi di quest’anno un ribasso del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2022, con un riduzione del 3,5% per i beni di consumo.

Segnali di indebolimento che si aggiungono ai numeri negativi già registrati a inizio settimana da Francia e Spagna e che corroborano la contrazione del Pil dell’Eurozona. Nel terzo trimestre si è registrato un -0,1% dopo il +0,1% del secondo trimestre. Rispetto allo stesso trimestre del 2022, il Pil è rimasto stabile dopo aver fatto registrare +0,6% nell’area euro. In Italia, il Pil segna una crescita dello 0,1% su trimestre, in linea con quanto già certificato dall’Istat che aveva confermato a +0,7% la crescita acquisita per il 2023.

Alla Bce, chiamata a tracciare la rotta nella riunione di politica monetaria della prossima settimana, ancora sembra prevalere lo scenario di un ‘atterraggio morbido’ delle economie globali ed europee. Il board non vuole avere fretta nell’invertire rotta sui tassi con tagli prematuri che potrebbero riaccendere pressioni inflattive. Ma i mercati finanziari scommettono sempre di più su una prima sforbiciata già a marzo, per poi rivedere i tassi al 2,5% entro fine 2024.

A nulla sono serviti i ripetuti avvertimenti della presidente Christine Lagarde sui pericoli di shock o l’invito ad essere "pazienti". Il componente slovacco Peter Kazimir ha definito addirittura "fantascienza" un taglio nel primo trimestre del prossimo anno. Appelli ignorati dalle borse, nella convinzione che a Francoforte non si potrà non tenere conto del mutato contesto economico, con l’inflazione in rapida discesa mentre l’economia rischia la recessione soffocata dalla stretta monetaria.

red. eco.

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