di Paola Benedetta Manca

La sostenibilità unita alla solidarietà come principale strategia di sviluppo e ripartenza dopo il lockdown per il Covid. E’ la strada maestra scelta dal Caab (Centro agroalimentare di Bologna, nella foto in alto). Nel mese di giugno, la vetrina ortofrutta del Caab presente a Fico ha messo a punto, in via sperimentale - ed è al lavoro per replicarlo -, un circolo virtuoso che unisce la sostenibilità del trasporto alla ricollocazione del personale dello spettacolo inattivo in conseguenza del Covid, riunitosi nella piattaforma ‘#Chiamatenoi’.

I clienti della vetrina ortofrutticola a Fico hanno potuto usufruire, senza costi aggiuntivi, del servizio di consegna a domicilio della merce, attraverso il trasporto sostenibile intermodale su cargobikes, messo a disposizione da Dynamo Bologna. In alternativa, hanno potuto avvalersi dell’aiuto di un gruppo di steward della piattaforma indipendente ‘#Chiamatenoi’, per caricare in macchina la frutta e la verdura acquistate.

Analoga modalità di trasporto sostenibile è stata testata, a giugno, per la frutta e verdura consegnata all’organizzazione di volontariato Cucine Popolari che, attraverso le sue mense, sostiene i cittadini in condizioni di povertà. La pandemia ha messo a dura prova questa istituzione anche per gli aspetti di approvvigionamento di materie prime come la frutta. In suo soccorso è arrivato l’impegno solidale del Caab, attraverso rifornimenti di frutta fresca e stagionale per una quantità media di 6700 kg settimanali, in collaborazione con Fedagro Acmo Bologna che riunisce gli operatori grossisti del Caab. "Caab – sottolinea Andrea Segrè (nella foto in basso), presidente del Centro agroalimentare e della Fondazione Fico e fondatore delle campagne ‘Spreco Zero’ e ‘Last Minute Market’ – ha scelto la sostenibilità come strategia di sviluppo: dotandosi di un impianto fotovoltaico unico in Europa, favorendo la mobilità elettrica, attivando orti sociali e promuovendo progetti di educazione alimentare e ambientale per i cittadini. Gli investimenti responsabili coniugano il valore per chi li promuove e le ricadute positive per la società, l’ambiente e l’economia. Adesso è arrivato il momento di rilanciare, con investimenti sostenibili e, al tempo stesso, solidali. Per questo – approfondisce Segrè – nel 2020 Caab ha messo a punto progetti pilota in partnership con la piattaforma indipendente ‘#Chiamatenoi’, composta da lavoratori dello spettacolo in attesa di ricollocazione, e con le Cucine Popolari, le mense solidali bolognesi che beneficeranno della coltivazione degli Orti urbani al quartiere Pilastro, e alle quali abbiamo garantito rifornimenti di frutta fresca nelle settimane più dure del Covid. La nostra visione è che solidarietà e sostenibilità possono anzi devono stare assieme".

Prosegue, infatti, il progetto Caab legato agli Orti urbani nel Quartiere Pilastro. Dopo aver indetto un bando pubblico e assegnato gli spazi a nuovi ortisti, verificato che rimanevano liberi 35 dei 108 orti, presso il Podere San Ludovico, Caab ha deciso di metterli a disposizione di Cucine Popolari. Attraverso l’iniziativa ‘Orti Popolari’, al via sabato 18 luglio a cura della associazione ‘6000 Sardine’ (a cui sono stati dati in concessione da Caab i 35 orti dopo la partecipazione a un bando), il raccolto sarà destinato per il 50% a chi lavora la terra, e per il rimanente 50% alle Cucine Popolari.

L’area degli Orti urbani del Podere San Ludovico, inaugurata tre anni fa da Caab, è uno spazio per promuovere una salutare alimentazione e favorire l’integrazione dei cittadini in situazioni di disagio, puntando alla riqualificazione del quartiere Pilastro. Infine, l’assegnazione dei 108 orti Caab, quest’anno, viene effettuata a titolo gratuito in ragione dell’emergenza Covid.