Forza e ottimismo sono gli ingredienti della ricetta vincente con cui ha affrontato l’emergenza Covid-19 la Caber, storica azienda del bolognese che, dal 1968, è specializzata nella produzione della Salamoia Bolognese e altri insaporitori, con erbe aromatiche fresche, al 100% naturali e fonte di iodio. "Dopo oltre 50 anni – spiega il presidente Luca Berti (nella foto in basso a destra) – l’entusiasmo e la passione per il nostro lavoro rimangono immutati e, soprattutto in un momento come questo, crediamo nel valore del capitale umano in azienda. L’impegno, la motivazione, il forte spirito di squadra e lo sguardo a un futuro migliore non ci hanno mai abbandonato – sottolinea -. Vogliamo ringraziare dipendenti e collaboratori che hanno assicurato continuità dell’attività produttiva e della distribuzione, tutto nella massima sicurezza e con responsabilità, grazie alle procedure messe in atto dall’azienda sin dalle primissime fasi dell’emergenza".

Alla Caber vengono eseguite la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, delle postazioni di lavoro in produzione, magazzino e uffici e delle aree comuni, oltre all’utilizzo di tutti i Dpi previsti: mascherine, guanti, schermi protettivi, gel sanificanti, con ventilazione dei locali e rotazione del personale per garantire la distanza di sicurezza. "La forza di vendita di Caber – prosegue Berti - ha potuto continuare a concretizzarsi telefonicamente e con supporti informatici, per garantire l’approvvigionamento agli oltre tremila clienti in tutta Italia, riscontrando una crescita delle vendite, soprattutto di beni come pasta, olio, passate di pomodoro e sughi, oltre che insaporitori e sale marino iodato protetto. Dati positivi che ci fanno continuare il nostro lavoro con forza e speranza nella ripresa economica dell’Italia”. "Proprio oggi, il 18 maggio – chiude Berti - è una data importante di ripartenza per il mercato e restiamo ligi alle normative, per proseguire il nostro operato in piena sicurezza".

La differenziazione dei canali distributivi, perseguita da tempo da Caber, le ha permesso di reagire al meglio durante l’emergenza. Oggi è partner del mondo dell’industria e retail, con normal trade (distribuzione tradizionale di vicinato), dei supermercati e del settore ristorazione (Horeca) in Italia e all’estero (nord Europa, Usa e Canada). In questo periodo, ha scelto di aumentare la flessibilità, soprattutto verso la clientela del mondo della ristorazione, nel ricevere ordini e consegnarli, accettando quantità e valore in linea con le difficoltà del lockdown, senza gravare su prezzi e trasporti. In questi due mesi, ha continuato a rappresentare un anello importante della filiera alimentare, sia nel mondo del retail che dell’ingredientistica, per le imprese alimentari delle quali è partner, con preparati per le loro produzioni. In particolare, ha toccato con mano l’importanza dei negozi di vicinato, come macellerie, frutta e verdura, alimentari e gastronomie che sono diventati un punto di riferimento per la spesa, particolarmente nei piccoli centri. ‘Dal campo al vasetto’, con un controllo di filiera completo, l’azienda realizza prodotti naturali al 100%, privi di allergeni, glutine e No ogm. Caber è riuscita, in questi anni, a mettere la tradizione e la qualità al servizio della modernità, non rinunciando al progresso e alle linee di confezionamento automatiche altamente performanti, ma nel rispetto di materie prime e genuinità.

L’azienda - che ha la sede principale a Cadriano di Granarolo dell’Emilia (nella foto in alto) - è stata fondata da Franco Berti e dalla moglie Franca Caravelli, dai cognomi dei quali deriva l’acronimo Caber. Oggi operano la seconda e terza generazione, con Luca Berti, presidente della società, e la figlia Francesca, che si occupa del marketing e dell’impresa agricola di famiglia, che hanno dato nuovo impulso all’attività, introducendo linee di prodotto innovative come ‘Presal’, il sale marino italiano iodato protetto, la cui tecnologia è stata ottenuta grazie a una convenzione di ricerca con il dipartimento Scienze degli alimenti dell’Università di Bologna.