Matteo Malaguti, Franca Rebottini, Eleonora Monzani, responsabile estero Mam, e Vanni Malaguti
Matteo Malaguti, Franca Rebottini, Eleonora Monzani, responsabile estero Mam, e Vanni Malaguti

Le aspettative sono alte. Perché Mam Forni è legata al Sigep. «Ogni anno – spiega Matteo Malaguti, alla guida dell’azienda modenese leader nella produzione di forni a legna, a gas e combinati per pizzerie e ristoranti – partecipiamo alla fiera riminese, contesto importante per il nostro sviluppo anche per la vocazione internazionale. Ma l’edizione 2020 sarà ancora più significativa: presenteremo una novità». Il primo forno elettrico ‘griffato’ Mam. «Non c’è contesto migliore del Sigep per mostrare un prodotto che ci consentirà di entrare in un mercato per noi nuovo. A Rimini contiamo di incontrare rivenditori italiani e stranieri: sarà un primo test».

La realtà modenese è nata «creando forni per la cottura a legna, che richiedono una canna fumaria. Successivamente abbiamo ampliato la nostra gamma, fino alla soluzione elettrica. In questo caso non occorre una canna fumaria ed è più semplice l’installazione soprattutto nelle grandi città. Vuol dire che si tratta di un prodotto più ecologico, oggi c’è grande attenzione alla riduzione dell’inquinamento. Anche per questo abbiamo investito tempo e risorse economiche per fare innovazione». Il 2019 è stato per Mam «un anno ricco di soddisfazioni, con una crescita di fatturato. «Dal 2020 – ammette Malaguti – ci aspettiamo un ulteriore incremento dei ricavi anche grazie al forno elettrico che ci permetterà di raggiungere una nicchia di potenziali clienti».

L’interlocutore ‘tipo’ dell’azienda è il titolare di ristoranti e pizzerie in Italia, all’estero è il rivenditore. «Siamo partiti con l’Italia, nel corso degli anni l’estero ha guadagnato importanza. Oggi il giro d’affari è diviso a metà, anche se lontano dal nostro paese ci sono più margini di sviluppo. Abbiamo clienti in tutto il mondo, dal Canada alla Nuova Zelanda, passando per Europa e Medio Oriente. E siamo diffusi anche nei paesi emergenti asiatici». Grazie anche all’impegno di un numero sempre crescente di pizzaioli italiani all’estero «ai quali viene chiesto quali sono gli elementi determinanti per una buona pizza: non sono soltanto gli ingredienti, ma anche il forno. E noi siamo un riferimento, se si considera che mio nonno Aurelio ha inventato il primo forno prefabbricato a incastro». Mam conta 18 dipendenti e collabora con oltre duecento rivenditori nel mondo. «Qualcuno è anche installatore. Un esempio è il Canada: costerebbe troppo andare lì, inviamo semilavorati smontati che vengono assemblati da montatori locali con le nostre istruzioni».

È una lunga storia, quella della Mam. Iniziata negli anni Sessanta nella «Pizzeria da Nelson» a Modena. Quasi per gioco. «Voglio un forno per cuocere la pizza» disse il proprietario ad Aurelio Malaguti, esperto metalmeccanico che fonderà l’azienda. Riuscendo a portarla anche all’estero: risale agli anni Ottanta l’esportazione del primo forno negli Usa, momento che sancì l’inizio della presenza internazionale. «Esperienza e capacità di innovare grazie alla ricerca – osserva Matteo Malaguti, terza generazione di famiglia al comando dell’azienda – sono i nostri punti di forza. Siamo ambasciatori del Made in Italy, utilizziamo materiali certificati e non d’importazione svolgendo tutto il processo produttivo a Modena».