Matteo Salvini (Ansa)
Matteo Salvini (Ansa)

Roma, 11 luglio 2019 - Flat tax mi costi, ma quanto mi costi? E dove troverà, lo Stato, i soldi per realizzare il taglio all'Irpef, cavallo di battaglia della Lega?
Sono queste le domande che tengono banco nella maggioranza. E, naturalmente, scaldano i rapporti tra gli alleati, Carroccio e Cinque Stelle (come se, peraltro, non bastassero già i fronti roventi della gestione degli sbarchi e della Autonomia delle Regioni). 

Quanto costa la Flat Tax

Non è facile determinare l'esborso necessario a finanziare la Flat Tax, perché varia a seconda delle modalità con cui il taglio Irpef viene messo in atto, ovvero dal numero di scaglioni e dalla presenza di sgravi o meno. L'ultima versione del sottosegretario Bitonci prevedeva il taglio grosso per le famiglie con reddito compreso tra 35mila e 50mila euro annui (15% invece dell'attuale 24%), ma anche il mantenimento di sconti per i figli (il 'quoziente familiare'). Il vicepremier Matteo Salvini, dal canto suo, parlò alcune settimane fa di una spesa prevista di circa 15 miliardi, a cui però, nella finanziaria 2020, bisognerà aggiungere almeno i 23 miliardi di euro per la sterilizzazione dell'aumento Iva e il salario minimo (misura-bandiera a 5 Stelle, su cui proprio ieri Di Maio ha tuonato: "Basta aspettare, va fatto").   

Ipotesi di copertura

Dopo aver trovato l'accordo con l'Europa sui conti (almeno per il momento), il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, sa che fare follie sarà durissima, se non impossibile. Quindi, il finanziamento in deficit è sostanzialmente escluso. Nonostante ciò, però, la Flat tax è stata confermata: "E' nel programma, ci stiamo lavorando", ha detto alcuni giorni fa. Per le coperturte, qualche paletto è stato fissato: l'abolizione del 'bonus 80 euro' di Renzi varrebbe circa 9,5 miliardi (è il costo della versione con la platea 'allargata' dal governo Gentiloni). Inoltre, si andrà ad agire su spending review (una chimera inseguita invano anche dai passati esecutivi, per la verità) e sulle tax expenditures, ovvero la selva di detrazioni tipica del sistema fiscale italiano.
E se non dovesse bastare? L'ultima carta da giocare è quella di un (parziale) aumento dell'Iva, cioè, da ciò che si è capito, si andrebbe a far scattare solo una parte delle clausole di salvaguardia. Ma si capisce come questa strada sia molto stretta, perché l'aumento di accise e beni andrebbe a colpire indistintamente tutti i cittadini.

I paletti di Salvini

Quest'ultima soluzione è però esclusa da Salvini. Che, da settimane, ripete come un mantra: "L'ipotesi di un aumento dell'Iva per finanziare la Flat tax non esiste". E se l'Unione Europea si arrabbiasse? "Io - ha affermato - sono sicuro che Bruxelles aiuterà l'Italia a crescere, a lavorare di più. Perché Bruxelles dovrebbe volere più tasse per gli italiani? Non ci penso proprio. Comunque, noi le tasse le tagliamo lo stesso".