Debiti col Fisco sospesi fino al 31 ottobre (forse fino a Natale). E, forse, anche le rate del mutuo. Nella manovra d’agosto dovrebbe entrare un pacchetto fiscale con una ulteriore proroga dello stop ai pagamenti, che potrebbe fermare la macchina del fisco fino a fine dicembre. Le scadenze per pagare cartelle e rate, anche della rottamazione, povrebbero quindi essere spostate a gennaio. E pure la ripresa dei prelievi dei pignoramenti dovrebbe slittare. Mentre...

Debiti col Fisco sospesi fino al 31 ottobre (forse fino a Natale). E, forse, anche le rate del mutuo. Nella manovra d’agosto dovrebbe entrare un pacchetto fiscale con una ulteriore proroga dello stop ai pagamenti, che potrebbe fermare la macchina del fisco fino a fine dicembre.

Le scadenze per pagare cartelle e rate, anche della rottamazione, povrebbero quindi essere spostate a gennaio. E pure la ripresa dei prelievi dei pignoramenti dovrebbe slittare. Mentre si starebbe ancora riflettendo sull’opportunità di bloccare ancora le notifiche, ora ferme fino a fine agosto, per questioni legate anche alle scadenze dei termini per l’invio. Nel pacchetto fisco dovrebbe entrare anche una rateizzazione lunga per i versamenti di Iva, Irpef e contributi sospesi nel lockdown, ora fissati al 16 settembre.

Lo scostamento da 25 miliardi – che sarà votato sia alla Camera sia al Senato mercoledì 29 insieme al Pnr, il programma nazionale di riforma – porta a 105 miliardi le risorse in deficit messe in campo in cinque mesi. Con la manovra di agosto arriveranno "proroga di altre 18 settimane di cassa integrazione o in alternativa uno sgravio per quelle aziende che decidono di fare rientrare i propri dipendenti al lavoro, rinnovo dello stop dei licenziamenti, incentivi per le nuove assunzioni, rifinanziamento del fondo nuove competenze proroga della Naspi e della Dis-coll. Si dovrebbero aggiungere anche una nuova proroga fino a fine anno della possibilità di rinnovare i contratti a termine senza causale, con una sospensione delle norme del decreto Dignità, e le deroghe sullo smart working nel privato.

A Cig e incentivi dovrebbero essere destinati circa 8-9 miliardi, alla scuola 1-1,3 miliardi, mentre circa 5 miliardi andranno agli enti locali, tra Regioni e Comuni che hanno bisogno di integrare, tra l’altro, anche le mancate entrate della tassa di soggiorno, vista la drastica riduzione di presenze, soprattutto straniere.

Tra le voci della nuova manovra estiva potrebbe comparire anche un miliardo sul Fondo per incentivare i pagamenti elettronici: introdotto con la manovra con l’obiettivo di distribuire nel 2021 un "bonus della Befana" sui pagamenti con carte e bancomat in settori più a rischio evasione, il fondo per il prossimo anno è stato prosciugato proprio dal decreto Rilancio, che ha introdotto misure con effetti anche sul 2021.