di Claudia Marin Braccio di ferro a Palazzo Chigi nella notte della manovra su cartelle esattoriali, plastic e sugar tax: da un lato i renziani, pronti a non votare il provvedimento e a dare battaglia fino all’ultimo, per ottenere lo stop completo all’invio degli avvisi di pagamento e alle altre due tasse, dall’altro il resto della maggioranza contraria alle richieste di Iv. E così a tarda sera il Cdm per dare il via libera al Dpb – il Documento...

di Claudia Marin

Braccio di ferro a Palazzo Chigi nella notte della manovra su cartelle esattoriali, plastic e sugar tax: da un lato i renziani, pronti a non votare il provvedimento e a dare battaglia fino all’ultimo, per ottenere lo stop completo all’invio degli avvisi di pagamento e alle altre due tasse, dall’altro il resto della maggioranza contraria alle richieste di Iv. E così a tarda sera il Cdm per dare il via libera al Dpb – il Documento programmatico di bilancio che doveva essere a Bruxelles da tre giorni – era in bilico proprio in attesa di risolvere i nodi politici posti da Matteo Renzi. Poi, appena iniziato il Consiglio, spunta la possibilità di varare un decreto legge che cambia i tempi e le modalità dei pagamenti dei debiti fiscali. Era stata una giornata di tensione tra Dpcm e manovra, l’intesa di massima riguardava solo i capitoli centrali del pacchetto di finanza pubblica da 40 miliardi. In testa alla lista la proroga della cassa integrazione (e annesso blocco dei licenziamenti per le imprese che vi ricorrono) con un decreto ad hoc da qui a fine anno e con la legge di Bilancio 2021 per altre 18 settimane che potranno richiedere anche le imprese che finora non hanno usufruito di ammortizzatori di emergenza, e si applicheranno con il meccanismo attuale, che prevede la gratuità dello strumento per le imprese che abbiano registrato perdite oltre il 20%.

Accordo anche su assegno unico per i figli da metà 2021 e su un "corposo" fondo anti-Covid, per le categorie più colpite con contributo a fondo perduto sulla base dei cali di fatturato subiti. Tutti d’accordo anche sulla copertura strutturale per il taglio del cuneo fiscale in busta paga anche per i redditi tra 28mila e 40mila euro, così come per la stabilizzazione del taglio del 30 per cento dei contributi per i dipendenti delle imprese nel Mezzogiorno.

Scontro aperto su plastic e sugar tax e le cartelle esattoriali. I renziani non accettano il compromesso su queste ultime (con l’invio degli avvisi, ma senza procedere con pignoramenti e ingiunzioni di pagamento): va prorogato il blocco. E insistono con lo stop a plastic e sugar tax. Le due misure sono state ridimensionate rispetto ai progetti originari e valgono poche centinaia di milioni. Ma il punto rimane "dirimente", ripetono Bellanova e Marattin.