FIRENZE

Fondata nel 1996, Fiorentini Firenze si è specializzata nel servizio di filtrazione, miscelazione imbottigliamento, confezionamento e stoccaggio di olio extravergine di oliva. La sua origine risale però al 1946, con Mario Fusi. A partire dagli anni ‘90 Fabrizio Fusi, sotto la guida del padre Mario, insieme alle sorelle Gianna e Lucia ed al cognato Sestilio, decidono di fondare due società, Castel del Chianti nel 1991 e, appunto, la Fiorentini Firenze nel 1996, assumendone interamente la direzione. Oggi alla guida della Fiorentini Firenze ci sono, oltre a Fabrizio, i figli Martina e Massimo.

Un’azienda che, nonostante la crisi pandemica, continua a crescere lavorando soprattutto con la grande distribuzione italiana ed europea e con i principali gruppi multinazionali del settore alimentare. "Abbiamo lavorato a pieno ritmo, anche durante il primo lockdown, e il nostro obiettivo, ora, è quello di rafforzarci ulteriormente sui mercati esteri", spiega Giovanni Ghinassi, export manager dell’azienda.

"È vero che siamo nati come azienda di servizi, per il confezionamento di private label, ma adesso siamo ‘cresciuti’ e vogliamo puntare a sviluppare i nostri marchi: linea Antico Frantoio, mix perfetto fra tradizione e innovazione, con i suoi grezzi 100% italiani e comunitari, e con il fiore all’occhiello ‘Climate Friendly’, il primo olio a impatto climatico zero, linea Oliveta, vasta gamma di oli per accontentare anche il consumatore più esigente, e ‘Fiorentini’, brand distintivo dell’azienda apprezzato soprattutto nei mercati esteri". Tra grande distribuzione e Horeca, l’azienda è già presente in tutto il mercato europeo, in Brasile, Stati Uniti, Giappone, Cina, Corea. "L’obiettivo – sottolinea Ghinassi – rimane quello di incrementare ulteriormente il mercato americano e asiatico in quanto caratterizzati da numerose opportunità". Già dal 1998 Fiorentini Firenze ha iniziato a guardare oltre confine: prima gli Stati Uniti, poi dal 2001 il mercato tedesco e da quel momento la performance di sviluppo è stata di oltre il 20 per cento ogni anno, fino a superare la soglia, già nel 2007, di trenta milioni di bottiglie prodotte.

Oggi le bottiglie confezionate sfiorano i 52 milioni, con il 65 per cento che prende la strada dei mercati internazionali e il 35 per cento che resta in Italia. L’azienda è uno dei più grossi centri di stoccaggio di olio extravergine del nostro Paese, con quasi 20 milioni di litri di capacità nei due stabilimenti. Due anni fa è stato inaugurato quello nuovo, a Colle Val d’Elsa, uno dei primi impianti di stoccaggio in Italia che prevede la tecnologia di conservazione sotto azoto e di lavorazione con ciclo del freddo. Per evitare il processo di ossidazione e per mantenere basse le temperature, i silos contenenti l’olio sono riempiti di azoto e a temperatura controllata.

L’impianto è dotato di sei linee di confezionamento, con una potenzialità di circa 40mila bottiglie all’ora, suddivise in diversi formati. Almeno il 40 per cento dell’energia consumata arriva, inoltre, da fonti rinnovabili. Alta l’attenzione alla qualità: ogni fase del processo viene infatti monitorata grazie a modernissimi laboratori di analisi e ad un Panel test interno aziendale, riconosciuto dal ministero delle Politiche Agricole, con l’obiettivo di garantire chiarezza, sicurezza e trasparenza del prodotto e ridurre sprechi e inefficienza.

Monica Pieraccini